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Minerva Oftalmologica 2006 June;48(2):27-34

lingua: Italiano

Uveiti. Uno studio epidemiologico a Torino

Rolle T., Actis A. G., Machetta F., Grignolo F. M.

Dipartimento di Fisiopatologia Clinica Sezione di Oftalmologia Università di Torino, Torino


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Le uveiti costituiscono circa il 10% delle patologie che causano un grave deficit visivo nel mondo occidentale (Nussenblatt, 1990).
Determinate forme di uveiti (ad esempio la sindrome di Behcet, l’oncocerchiasi, l’istoplasmosi oculare presunta, la toxoplasmosi, etc.) hanno distribuzioni geografiche peculiari, pertanto lo studio del pattern epidemiologico delle uveiti in una comunità riveste una notevole importanza ai fini di indirizzare le indagini diagnostiche in modo razionale.
Abbiamo valutato retrospettivamente tutti i pazienti ricoverati per uveite presso la Clinica Oculistica dell’Università di Torino da Gennaio 1998 a Giugno 2004. Sono state esaminate le cartelle di 215 pazienti (114 maschi e 101 femmine) di età media pari a 46,96 anni (range 2-102).
Tutti i pazienti con diagnosi di uveite sono stati sottoposti agli esami previsti dal nostro protocollo specifico di base, oltre che agli esami ematochimici di routine. Ulteriori indagini laboratoristiche e strumentali (quali tipizzazione del sistema di istocompatibilità, titolazione di anticorpi specifici, dosaggio di enzimi quali ACE e lisozima, RMN, etc.) sono state eseguite in base alle ipotesi eziopatogenetiche suggerite dalla storia clinica e dal quadro obiettivo riscontrato. Procedure invasive, quali prelievo di umor acqueo, biopsia vitreale, sono state adottate nei casi in cui si sospettava un’origine infettiva o un’associazione con patologie sistemiche gravi (masquerade).

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