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MINERVA OFTALMOLOGICA

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Minerva Oftalmologica 2003 Marzo-Giugno;45(1-2):1-32

lingua: Italiano

Encefalopatia infantile e disturbi neuroftalmologici

Aleci C., Bredariol C., Cattani I., Dogliani M., Fea A. M., Musso M., Rabbione M. M., Sciandra L.


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Dopo una definizione del termine encefalopatia infantile, gli Autori accennano alle conseguenze che gli eventi neurolesivi possono avere sullo sviluppo psicomotorio e sugli organi di senso. Vengono elencate le cause di cerebropatie, divise in genetiche e acquisite, e la loro sintomatologia. Dopo una classificazione delle lesioni anatomo-patologiche vengono presentati i difetti visivi di origine cerebrale. La diminuzione dell'acuità visiva può dipendere sia da alterazioni oculari che da nistagmo, ambliopia e lesioni cerebrali. Sono classificate le alterazioni dell'oculomotricità e descritto il quadro di aprassia oculomotoria. Viene, quindi, trattato il problema delle alterazioni del campo visivo e dell'agnosia visiva nelle sue varie forme. Nella 2° parte del lavoro viene trattata la semeiotica, che, nel soggetto cerebroleso, deve necessariamente avvalersi di metodiche oggettive. Assumono, quindi, particolare rilievo sia l'esame obiettivo, sia gli esami elettrofisiologici, sia la diagnostica per immagini. Tra le metodiche soggettive, sono da privilegiare quelle comunemente adottate nell'infante, quali la visione preferenziale e il test di Hyvarinen. Nella 3° parte del testo, viene illustrata una nuova metodica di indagine psicofisica, l'eidomorfometria, elaborata per indagare la Percezione dei rapporti spaziali in ambito neuroftalmologico e per poter ampliare le conoscenze sui fenomeni preposti alla «qualità della visione». Tale metodica mira a valutare la soglia discriminativa tra circonferenze ed ellissi a eccentricità variabile. Viene, infine, illustrata la percezione dei rapporti spaziali nei soggetti normali, cerebrolesi, dislessici e ambliopi, indagata con l'ausilio di tale test.

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