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Minerva Oftalmologica 2002 September-December;44(3-4):161-7

Copyright © 2002 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Cataratta e megaloftalmo anteriore. Aspetti di tecnica chirurgica

Nuzzi R., De Santis U., Russo A., Donati S., Machetta F., Grignolo F. M.


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Il megaloftalmo anteriore (MA) costituisce una delle differenti forme cliniche di megalocornea. Alle tipiche alterazioni corneali possono essere associate anomalie a carico di tutte le strutture del segmento anteriore. La cataratta tende a manifestarsi precocemente e l'intervento è a rischio di complicanze intraoperatorie. I risultati riportati in Letteratura si riferiscono a metodiche di estrazione intra o extracapsulare della lente. Riportiamo pertanto il primo caso di un paziente affetto da MA operato in entrambi gli occhi di cataratta mediante facoemulsificazione. Il paziente, in associazione alle tipiche alterazioni corneali presentava in OO anomalie capsulari e dell'apparato sospensore della lente. L'intervento di cataratta era effettuato con tecniche di facoemulsificazione differenti nei 2 occhi. All'ultimo controllo l'acuità visiva corretta è di 9/10 in OO e le IOL appaiono ben posizionate e centrate nel sacco capsulare e non si evidenziano complicazioni postoperatorie, in particolare cataratta secondaria e/o ipertono secondario. La frequente coesistenza di camera anteriore di profondità aumentata e di anomalie della capsula e dell'apparato zonulare, in condizioni di ridotta trasparenza corneale, rende più rischioso l'intervento di cataratta in pazienti con MA, e può comportare delle gravi nonché irreversibili complicanze, soprattutto in caso di rottura della capsula posteriore o di disinserzione del sacco capsulare; in ogni caso, comunque, sempre inversamente proporzionali alla velocità dell'operatore nell'eseguire la tecnica di facoemulsificazione. Tuttavia la scelta e la programmazione di una corretta tecnica operatoria consentono il raggiungimento di risultati favorevoli anche se molte complicanze operatorie e postoperatorie dipendono direttamente, oltre che dai tempi di esecuzione della tecnica chirurgica più adeguata, dall'entità delle malformazioni ultrastrutturali a carico del segmento anteriore.

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