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Rivista di Oftalmologia

 

Minerva Oftalmologica 2001 Settembre-Dicembre;43(3-4):57-78

Dacriocistorinostomia e chirurgia endoscopica nel trattamento delle patologie delle basse vie lacrimali

Nuzzi R., Minazzi G. L., Donati S.

La dacriocistorinostomia per via esterna (DCR) rappresenta il trattamento tradizionale nella stenosi del canale nasolacrimale. Tale tecnica, nonostante le elevate percentuali di successo, presenta limiti e svantaggi, per ovviare ai quali negli ultimi anni è stata la chirurgia endoscopia delle vie lacrimali (CEVL). Con questo lavoro vogliamo illustrare le possibilità applicative e le differenze delle due interventistiche. Con un'esposizione completa dell'anatomia e fisiologia dell'apparato lacrimale escretore intendiamo fornire le basi per meglio comprendere le finalità diagnostiche e cliniche della DCR e della CEVL. Il nostro lavoro si è quindi concentrato sulle vie lacrimali basse che corrispondono al sacco lacrimale e al canale nasolacrimale la cui patologia ostruttiva è fondamentalmente rappresentata dalle dacriostenosi. Le abbiamo classificate in base all'eziologia per meglio chiarire le possibilità d'intervento terapeutico con le due tecniche evidenziate. Esse determinano tre principali quadri clinici: la lacrimazione semplice, la dacriocistite cronica e la dacriocistite acuta in relazione allo stato evolutivo. Le percentuali di successo di DCR e CEVL sono attualmente sovrapponibili ma la tecnica chirurgica le differenzia nettamente. La DCR per via esterna prevede un accesso al sacco lacrimale per via cutanea ed è una tecnica invariata da molti anni che si è largamente affermata. La CEVL si basa sull'impiego di un microendoscopio flessibile introdotto attraverso il puntino lacrimale superiore o inferiore e la visualizzazione avviene per via retrograda. Essa non presenta complicanze postoperatorie significative e in più numerosi vantaggi come l'integrità anatomica, la facile ripetitibilità e il maggior gradimento da parte del paziente.

lingua: Italiano


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