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Rivista di Oftalmologia

 

Minerva Oftalmologica 1999 Giugno;41(2):69-72

ATTI III CONGRESSO DEL GRUPPO ITALIANO PER LO STUDIO DELL'IPOVISIONE (GISI) (Roma, 7 dicembre 1995) 

La valutazione funzionale e la riabilitazione del residuo visivo [Un programma proposto presso la fondazione Robert Hollman - Centro di intervento precoce per bambini con deficit visivo di Cannero Riviera (VB)]

Lanners J.

È ormai accertato a livello mondiale dopo lunghi anni di lavoro che il bambino con grave handicap visivo, riconosciuto legalmente non vedente nella maggior parte dei casi possiede, perlomeno in fase iniziale, un residuo visivo seppur minimo.
Il bambino con notevoli difficoltà visive non può spontaneamente usare le informazioni visive come una persona «normovedente», ma necessita di condizioni particolarmente favorevoli per poter utilizzare il residuo visivo presente e sfruttarlo al massimo. Residuo visivo che, nel caso di non utilizzo tende gradualmente a diminuire, ad atrofizzare.
Nel seguente lavoro l'autrice espone la metodologia relativa alla valutazione funzionale ed alla riabilitazione visiva in prima infanzia (0-4 anni) praticata presso la Fondazione Robert Hollman di Cannero Riviera (VB). Questo lavoro tiene conto della fondamentale scoperta della Dott.ssa Barraga (USA) pioniera della riabilitazione visiva, che ha messo a fuoco la grande importanza ed influenza nella riabilitazione visiva delle condizioni «speciali» per il bambino ipovedente.
Condizioni «speciali» (ottimo contrasto, forti colori, adeguata luminosità) che permettono al bambino ipovedente di percepire ed individuare visivamente il mondo circostante in maniera migliore e, diventando gradualmente consapevole del residuo visivo che posseggono, possono imparare a metterlo a profitto con grandissimo vantaggio per tutte le aree del loro sviluppo.

lingua: Italiano


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