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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Medicolegale 2014 Dicembre;134(4):193-200

lingua: Italiano

L’appropriatezza del ricorso al parto cesareo in un ospedale della Sicilia (Italia): evidenze statistiche e considerazioni medico-legali

Ventura Spagnolo E. 1, Cannavò G. 2, Zerbo S. 1, Mondello C. 3, Cardia L. 3, Argo A. 1, Cardia G. 3

1 Dipartimento di Biotecnologia e Medicina Legale, Università degli Studi di Palermo, Palermo, Italia;
2 Azienda Ospedaliera Universitaria, Policlinico “G. Martino”, Messina, Italia;
3 Dipartimento di Scienze Biomediche e delle Immagini Morfologiche e Strumentali, Università di Messina, Gazzi, Messina, Italia


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OBIETTIVO: Gli autori hanno realizzato uno studio volto a valutare l’appropriatezza del ricorso al parto cesareo rispetto a quanto dettato dalle linee guida nazionali e regionali, attraverso l’esame delle cartelle cliniche relative ai parti cesarei eseguiti in un ospedale della Sicilia (Italia) nel corso del 2013. Le scelte di questa tecnica chirurgica sono state confrontate con le linee guida nazionali e siciliane.
METODI: I dati raccolti sono stati elaborati statisticamente (test chi-quadro) con il software EpiInfo 7.1.4 (CDC, Atlanta, GE, USA).
RISULTATI: Sono state analizzate 818 cartelle cliniche di cui il 50,61% relative a pazienti che hanno partorito con parto spontaneo, il 4,06% con parto indotto e il 46,33% con parto cesareo. Dall’esame delle cartelle è emerso che il ricorso al parto cesareo è stato indicato quale urgente nel 32,37% sebbene nel 15,89% la scelta non risulta giustificata da alcuno dei parametri previste dalle linee guida. Nel 39,57% la scelta del parto cesareo non risulta adeguatamente giustificata: sia perché nel 5,04% viene indicata quale motivazione la richiesta della donna, sia perché nel 34,53% le cartelle cliniche risultano compilate in modo incompleto.
CONCLUSIONI: L’argomento trattato riveste certamente una importanza sia sotto l’aspetto clinico che gestionale, pertanto riteniamo che la complessità del fenomeno richieda la messa a punto di strategie molteplici di intervento, non solo per problematiche connesse alla riduzione della spesa sanitaria, ma anche per quanto concerne l’aspetto gestionale del rischio clinico e della responsabilità professionale.

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