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ULTIMO FASCICOLOMINERVA MEDICOLEGALE

Rivista di Medicina Legale

Periodicità: Trimestrale

ISSN 0026-4849

Online ISSN 1827-1677

 

Minerva Medicolegale 2013 Marzo;133(1):1-4

 ARTICOLI ORIGINALI

Estrazione del DNA dalle ossa umane: revisione del protocollo proposto da Hochmeister et al.

Fabbri M., Venturi M., Boni S., Benedetti S., Pollicino R., Gaudio R. M., Avato F. M.

Laboratory of Forensic Genetics Section of Legal Medicine Department of Medical Sciences University of Ferrara, Ferrara, Italy

Obiettivo. Il presente studio ha coinvolto lo sviluppo di un nuovo metodo di estrazione del DNA, suggerito per matrici biologiche rappresentate da resti scheletrici umani.
Metodi. Le superfici ossee sono state ripulite da residui di tessuto molle, sciacquate in acqua distillata sterile, asciugate e trattate con luce UV. Sono stati prelevati frammenti di 2x5cm da ciascuna epifisi e la superficie del prelievo sono state rimosse (almeno 2-3 mm di profondità) al fine di eliminare eventuale DNA esogeno. I pellet ossei sono stati digeriti in 7 ml di tampone di digestione contenente 0,02 M Tris (pH 8), 0,1 M NaCl, 0,05 M EDTA (pH 7,5), 0.6M DTT e 200 μL di proteinasi K (18 mg/ml). Le provette sono state poste a -20° C per 24 ore. Successivamente, è stata effettuata una purificazione tramite una miscela di alcol fenolo-cloroformio-isoamilico (25:24:1). Nella fase finale, i DNA estratti sono stati concentrati utilizzando Centricon YM-100.
Risultati. Il nuovo protocollo sperimentale ha permesso di ottenere risultati quantitativamente superiori, in termini di marker STR ottenuti in elettroforesi capillare. Di particolare interesse sono state le modifiche al pH delle soluzioni utilizzate nel processo di decalcificazione e le concentrazioni dei composti introdotti durante la digestione. Ulteriori miglioramenti sono stati rappresentati dalla temperatura di incubazione; sembra ragionevole pensare che tale modifica incide in frazione minore sulla struttura del DNA già compromessa. Infine, è stato possibile osservare come gli elementi scheletrici che hanno rivelato i migliori risultati sono stati rappresentati dai femori.
Conclusioni. Le modifiche apportate al protocollo sperimentale precedentemente utilizzato, identificati dalla valutazione dei parametri analitici che influenzano il processo di estrazione e verificando l’influenza sull’intero processo analitico sono riusciti a consentire un recupero di DNA, in termini di quantità e qualità, utile per l’amplificazione PCR e la tipizzazione.

lingua: Inglese


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