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Minerva Medicolegale 2012 September;132(3):189-95

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lingua: Italiano

Corpi estranei iatrogeni derelitti in torace: considerazioni medico-legali a margine di un caso di personale osservazione

Prezioso V. 1, Montemitro C. 2, Bolino G. 1

1 Dipartimento di Scienze Anatomiche, Istologiche, Medico-Legali e dell’Apparato Locomotore, Università La Sapienza, Roma, Italia; 2 Dipartimento Militare di Medicina Legale, Chieti, Italia


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La ritenzione di corpi estranei iatrogeni rappresenta una delle complicanze che possono verificarsi nel corso delle più svariate procedure chirurgiche. Comunemente si ritiene che qualunque danno derivante dall’attività medico-chirurgica sia conseguenza di errori determinati da colpa del professionista, spesso non considerando che non tutte le complicanze e gli insuccessi di tale attività sono dovuti a comportamenti commissivi od omissivi in violazione di regole tecniche e che, in questo settore, sono possibili conseguenze e risultati indesiderati dovuti all’intervento di fattori sovente imprevedibili, imponderabili ed inevitabili e, pertanto, non sempre attribuibili alle condotte dell’operatore sanitario. Nel presente lavoro, dopo una breve disamina dei dati epidemiologici proposti dalla letteratura e di quelli che sembrano essere i principali fattori di rischio connessi al fenomeno in esame, viene illustrato un caso di ritenzione di due frammenti di catetere nel corso di una procedura cardiochirurgica. Successivamente sono stati scandagliati i diversi profili di responsabilità professionale medica inerenti al caso specifico, sottolineando come, nonostante l’opinione pubblica sia portata ad attribuire a simili eventi una inescusabile colpa dei sanitari, non sia sempre agevole formulare un giudizio medico-legale. Pertanto ogni valutazione in proposito non dovrà essere mai di ordine assolutistico, ma andrà formulata in rapporto ai diversi irripetibili aspetti, variabili da caso a caso, delle singole fattispecie in esame.

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