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LE SPESE DI RIABILITAZIONE RISARCIBILI E RIMBORSABILI.
LINEE GUIDA PRELIMINARI PER MEDICI LEGALI, AVVOCATI E LIQUIDATORI DI IMPRESE ASSICURATRICI


Minerva Medicolegale 2012 June;132(2):119-25

lingua: Italiano

La riabilitazione dello sportivo professionista e amatoriale

Gioda M.

Centro di Medicina Preventiva e dello Sport, Università di Torino, Centro di Ricerca Scientifica, Scuola Italiana di Osteopatia e Terapie Manuali, Torino, Italia


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“Life is motion”, la vita è movimento, come scrisse in uno dei suoi poemi Wallace Stevens, o meglio, il movimento è benessere come è opinione ormai ampiamente condivisa; tuttavia non bisogna confondere una pratica salutare con quella sportiva. Che lo sport possa dare immense soddisfazioni è indiscusso, sia per chi lo pratica sia per chi lo osserva, ma è giusto anche ricordare che l’evento traumatico può sempre essere dietro “l’angolo”. L’atleta per poter affrontare al meglio la gara necessita di una buona preparazione tecnica e fisica, anche per poter prevenire eventuali infortuni. Nonostante gli sforzi dei migliori preparatori atletici, il binomio traumatologia e sport continua imperverso ad esistere, questo comporta la necessità di un corretto inquadramento delle variabili in gioco. La riabilitazione non ricopre solo un ruolo marginale nell’infortunio, è necessaria all’atleta per il ritorno in campo e alla quotidianità, poiché non tutti sono atleti professionisti, un buon iter riabilitativo incide quindi anche sulla riduzione dei costi sanitari e sociali. La riabilitazione va necessariamente vista sia prima di un eventuale intervento chirurgico sia dopo, quindi parlare di recupero post trauma può voler dire abbracciare un arco temporale anche abbastanza grande, grande almeno quanto il danno anatomico occorso. Nel periodo in cui l’atleta viene sottoposto a cure finalizzate al suo recupero è doveroso annoverare tutte le figure professionali che possono prendere parte attiva nel percorso stesso; sarebbe limitativo citare solo il chirurgo ed il fisioterapista, ignorando l’importanza di un buon preparatore atletico, dimenticarsi delle terapie strumentali che possono stimolare i processi biologici di riparazione, scordarsi delle figure dell’osteopata, del posturologo e/o dello psicologo dello sport. Questi sono solo una parte delle figure che potrebbero concorre alla buona riuscita di un iter riabilitativo volto ad una ripresa della pratica agonistico-sportiva; questo, ovviamente, non significa che per qualsiasi trauma si debba interpellare il mondo intero, il bambino che cade e si “sbuccia” il ginocchio spesso viene curato solo dalla nonna con esiti ovviamente positivi; il centro dell’attenzione deve però sempre essere l’approccio multidisciplinare; solo in questo modo è possibile il confronto e quindi la crescita professionale, sia essa a favore del bene dell’atleta sia della scienza stessa.

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