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MINERVA MEDICOLEGALE

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CASI CLINICI  


Minerva Medicolegale 2011 March;131(1):21-7

lingua: Italiano

Un caso particolare di violenza su minore

D’Ovidio C. 1, Carnevale A. 1, Cassaro M. 2

1 Sezione di Medicina Legale, Università “G. d’Annunzio”, di Chieti-Pescara, Italia
2 Unità di Chirurgia Maxillo-Facciale, Ospedale “S. Chiara”, Trento, Italia


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Dai dati statistici più aggiornati, provenienti soprattutto dagli Stati Uniti, emerge che il luogo in cui vengono maggiormente perpetrate le violenze su minori è il nucleo familiare. In particolare, non ci sono dubbi che il principale responsabile delle violenze sia costituito dalla madre, da sola o in collaborazione con altre persone. In questo report descriviamo un caso particolare di violenza su minore, attuato mediante l’infissione di un coltello da cucina nella branca sinistra della mandibola senza lesioni neurologiche o vascolari associate. La persistenza del coltello nell’osso ha consentito di identificare con accuratezza la direzione e il grado di penetrazione della lama. Il coltello è stato estratto chirurgicamente e il grado di penetrazione della lama nell’osso mandibolare ha consentito di risalire alla forza utilizzata dall’aggressore. La penetrazione della lama nell’ala della mandibola, la cui resistenza è decisamente più elevata rispetto all’osso parietale, sembrerebbe necessitare di una forza compresa tra 1000 e 2000 newton stando agli studi sperimentali effettuati con simulazioni di attacchi con coltello su bersagli. Nel caso osservato, la natura accidentale della lesione, riferita inizialmente dal ragazzo, fu esclusa dalla identificazione di forza e direzione del colpo inferto.

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