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CASI CLINICI  


Minerva Medicolegale 2010 Giugno;130(2):129-32

lingua: Italiano

Ipoacusia da puntura d’ape: un raro caso di malattia professionale

Beatrice F. 1, Marino C. 2, Massimelli M. 3

1 Struttura Complessa di Otorinolaringoiatria, Ospedale S. Giovanni Bosco, Torino, Italia
2 Medico Legale, Torino, Italia
3 Dipartimento di Anatomia, Farmacologia e Medicina Legale, Università di Torino, Torino, Italia


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Il veleno degli imenotteri, nel caso delle api, serve a difendere l’alveare dalla intrusione di piccoli mammiferi ed invertebrati che aggrediscono gli insetti per cibarsi del miele. Nella maggioranza dei casi gli effetti della puntura d’ape sull’uomo sono caratterizzati da conseguenze spiacevoli ma prive di particolari reliquati a distanza. In taluni casi però si possono verificare effetti particolarmente significativi dovuti alle sostanze chimiche contenute nei 0,5-2 µl di veleno presente in ogni singola puntura. Durante la stagione estiva vi è quotidianamente la possibilità di venire a contatto con api, pur generalmente non trattandosi di animali molto aggressivi. In caso di puntura sono assai più frequenti i sintomi meno severi rispetto alle reazioni più gravi. Importanti reazioni locali si registrano nel 15% della popolazione, mentre reazioni generalizzate si riconoscono in meno dell’1% della popolazione giovane ed in circa il 2% degli adulti. Circa i 2/3 di tutti gli incidenti mortali, avvengono dopo una sola puntura e in un periodo piuttosto breve, la vittima è generalmente di età superiore ai 40 anni e la maggior parte delle punture letali è localizzata tra testa e collo. La frequenza di reazioni patologiche aumenta proporzionalmente al tempo di esposizione agli insetti: apicoltori e contadini sono pertanto esposti ad un rischio elevato ed in questi soggetti è riportata una percentuale del 20-35% di reazioni patologiche. Presentiamo il caso di un apicoltore, punto da tre api nella regione cutanea limitrofa all’orecchio di sinistra, il quale ha riportato una ipoacusia sinistra permanente.

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