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Minerva Medicolegale 2009 March;129(1):61-67

lingua: Inglese

Suggerimenti per un miglior approccio alla valutazione forense dell’evidenza dell’impressione

Howitt D. G.

Department of Chemical Engineering and Materials Science University of California, Davis, CA, USA


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Con l’avvento della decisione di Daubert e la precisa giustificazione statistica associata con l’analisi del DNA, si è assistito ad un crescente criticismo nei confronti degli esaminatori forensi e della soggettività della loro evidenza. La necessità che gli esaminatori forniscano una valutazione della probabilità che l’evidenza che essi presentano possa essere arrivata per puro caso è, ormai, da lungo tempo attesa. Nell’analisi dei tool marks, alcuni esaminatori forensi hanno già adottato una semplice metodologia, il “consecutive line matching”, il quale in combinazione con databases compilati assicura loro che la probabilità che il “match” da loro identificato sia in maniera altamente improbabile fortuito. Questo articolo scientifico schematizza i principi generali che determinano la significatività di una particolare corrispondenza dell’evidenza d’impressione, riassume ciò che è conosciuto circa questi confronti e il modo nel quale può essere fatto il calcolo della corrispondente probabilità che essa possa essersi verificata per puro caso

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