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Minerva Medicolegale 2008 March;128(1):9-18

lingua: Italiano

Soggetti non identificabili per impronte digitali illeggibili: metodo risolutivo di comparazione fra impronte palmari (APIS) impiegato con successo dalla Polizia Scientifica

Giuliano A.

Gabinetto Interregionale di Polizia Scientifica per il Piemonte e la Valle d’Aosta di Torino Polizia di Stato, Torino


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La validità delle impronte digitali per l’identificazione dei recidivi è nota da tempo, così come è nota la possibilità che taluni, per evitare il riconoscimento, possano adottare accorgimenti atti ad alterare o cancellare il disegno papillare. Da casi sporadici si è passati negli ultimi anni a segnalazioni in cui il fenomeno ha assunto proporzioni più consistenti. Anche l’Italia ne è interessata: sono stati fotosegnalati individui africani, spesso dediti allo spaccio di sostanze stupefacenti, che presentano ai polpastrelli consunzioni tali da renderne difficilmente leggibile l’impronta digitale. A Torino il fatto assurge agli onori della cronaca. Presso il Gabinetto di Polizia Scientifica il fenomeno viene studiato e monitorato. Seppure alcuni casi siano stati risolti impiegando tecniche di rilevazione più efficaci del tradizionale inchiostro, per la maggior parte dei soggetti, data la gravità delle alterazioni papillari, non si è giunti a identificazione mediante il sistema computerizzato (Automated Fingerprint Identification System, AFIS), impiegato da dattiloscopisti qualificati della Polizia Scientifica per l’identificazione dei recidivi. Tuttavia in questi soggetti “difficili” si è osservato che, alle regioni palmari, il disegno papillare è ben conservato e rilevabile con facilità. Poiché l’impronta palmare possiede analoga validità identificativa, nasce l’idea di utilizzare il sistema computerizzato Automated Palmprint Identification System, (APIS) analogo all’AFIS, recentemente adottato dal Servizio Polizia Scientifica di Roma. Il suo utilizzo si è dimostrato risolutivo.

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