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Minerva Medicolegale 2007 December;127(4):273-82

Copyright © 2007 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Asfissia letale: patologia e problemi

Byard R. W., Cains G.

Discipline of Pathology University of Adelaide, Adelaide, Australia


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L’asfissia deriva da un insufficiente apporto di ossigeno a tessuti e organi, tale da non permettere i normali processi metabolici. La cessione di ossigeno a livello cellulare può essere compromessa su diversi piani coinvolgendo l’assorbimento, il trasporto e la dismissione dell’ossigeno stesso. Sebbene le morti per asfissia possano essere classificate in base alle diverse circostanze in cui sono avvenute, quali l’impiccagione, il soffocamento e l’annegamento, ciascuna di queste circostanze coinvolge differenti processi. La classificazione dell’asfissia su base patofisiologica fornisce una più chiara indicazione dei meccanismi letali, poiché la mancanza di ossigeno a livello subcellulare può essere dovuta a insufficiente ossigenazione ambientale, ridotto trasferimento dall’aria al sangue, ridotto trasporto dai polmoni ai tessuti e ridotto trasferimento attraverso le membrane cellulari. Sebbene le emorragie petecchiali, la congestione, l’edema, la fluidità del sangue, la cianosi e lo scompenso cardiaco destro, siano descritti da anni come “i classici segni dell’asfissia” essi non sono fenomeni né sensibili né specifici dell’asfissia. La diagnosi di morte per asfissia, quindi, spesso si basa prevalentemente su un’accurata valutazione dello scenario della morte e su un’attenta esclusione di lesioni o patologie organiche sottostanti che possono aver causato o contribuito al decesso.

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