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Rivista di Medicina Legale

 

Minerva Medicolegale 2007 Settembre;127(3):189-95

 REVIEW

L’onorario del medico legale. Parte seconda: l’opinione del Sindacato

Palombella A., Malavenda P.

SISMLA, Torino

Dagli anni ’70 è attivo il Sindacato Italiano specialisti di Medicina Legale e delle Assicurazioni (SISMLA), associazione dei medici specialisti in medicina legale e delle assicurazioni (libera, indipendente e apartitica, senza finalità di lucro), il cui scopo primario è “la tutela degli interessi professionali e culturali della categoria”. Tale associazione, pertanto, “rappresenta e cura” i suddetti interessi dei propri iscritti presso la Federazione degli Ordini dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri, presso gli Ordini Provinciali dei Medici Chirurghi e Odontoiatri, presso le Associazioni sindacali mediche e presso tutti gli organismi pubblici e privati “dove tale rappresentanza si renda necessaria od opportuna”. L’attività medico-legale non può non essere esercitata da soggetti che abbiano acquisito specifiche competenze, prioritariamente con apposito corso di studi postlaurea. È necessario, soprattutto per tutelare al meglio chi ne abbia interesse (pubblico o privato che sia), che, come avviene per altre discipline medico-chirurgiche, anche al medico legale sia attribuito quel preciso ed esclusivo ruolo di più elevato garante nello esercizio della specifica branca specialistica. Il SISMLA, rappresentato nella persona del Segretario Nazionale, più volte in passato e anche recentemente, si è attivato presso il Ministero di Giustizia, allo scopo di evidenziare le problematiche e le criticità che la professione del medico legale incontra nei vari settori della propria attività, illustrando il ruolo e la funzione che il medico legale riveste nella valutazione del danno alla persona e nelle controversie civili e penali in cui è chiamato, in qualità di perito, cioè di esperto della materia. Si discute, pertanto, di una recente e nuova proposta di legge sul ruolo medico legale, scaturita dalle pressanti iniziative della Segreteria Nazionale e della Segreteria Provinciale di Roma, quale espressione delle oramai ineluttabili esigenze delle istituzioni e di ogni “cittadino”. Esistono, inoltre, criticità di non secondaria rilevanza, relativamente agli onorari professionali nei vari ambiti di esercizio della professione di medico legale, non ultimi, quelli concernenti la normativa sull’abolizione dei tariffari minimi e l’introduzione di mercato libero, l’IVA per le prestazioni sanitarie con finalità medico-legali, gli studi di settore. Il Sindacato, in ambito nazionale, si è puntualmente e proficuamente attivato, di volta in volta e presso le sedi opportune, per affrontare i singoli scogli e fornire il proprio apporto a superarli. A livello periferico, inoltre, le varie Segreterie Provinciali, a difesa della qualità della specifica prestazione specialistica e nel rispetto delle variegate esigenze e aspettative dei “cittadini”, hanno posto indicazioni, attraverso chiare e responsabili motivazioni, sugli onorari professionali ritenuti decorosi e congrui rispetto alla prestazione professionale richiesta e resa, anche e soprattutto a mente di quanto lo stesso Codice di Deontologia Medica del dicembre 2006 esprime in merito, rendendo partecipe, oltre che attore, l’Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri, al fine di ottenere autorevole parere in merito a giusta quantificazione degli onorari, non dopo aver illustrato la strutturazione degli stessi.

lingua: Italiano


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