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Minerva Medicolegale 2007 Marzo;127(1):5-19

lingua: Italiano

La paternità omosessuale secondo cultura, società, religione, scienza, legge e medicina legale. Parte prima

Iorio M.

Dipartimento di Anatomia, Farmacologia e Medicina Legale dell’Università di Torino


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L’omoparentalità vede schierati due gruppi contrapposti che discutono la legittimità medica, religiosa, giuridica, sociale dei “figli di un desiderio impossibile” (Bonaccorsi). Da un lato, le ricerche condotte nei Paesi dove il fenomeno è di notevoli proporzioni (USA, Regno Unito) concludono che “l’omosessualità è compatibile con il ruolo di genitore e non costituisce un fattore di rischio per i figli” (American Psychiatric Association, 1999). Dall’altro lato questo diritto naturale urta contro il principio intangibile della realtà, secondo cui occorrono una donna e un uomo per fare un bambino; l’omoparentalità vuole rendere possibile l’impossibile, il bambino cresciuto da genitori gay vede “negare la differenza dei sessi, che è alla base della costruzione dell’identità individuale” (J. P. Winter), mentre ha il diritto di avere un padre e una madre.
Il dibattito in corso necessita di un’analisi multifocale allargata dell’omoparentalità. Con la disamina di 150 anni di letteratura il presente lavoro affronta nella prima parte gli aspetti culturali, sociali, religiosi, biomedici e nella seconda parte quelli legali e medico-legali del problema.

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