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Minerva Medicolegale 2006 March;126(1):55-71

lingua: Italiano

Quanto vale il dolore fisico? Il dolore cronico come elemento autonomo di valutazione del danno biologico

Iorio M., Santovito D.

Dipartimento di Anatomia Farmacologia e Medicina Legale Università degli Studi di Torino, Torino


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L’esperienza clinica insegna che la maggior parte dei pazienti si reca dal professionista sanitario per porre rimedio a un disturbo doloroso. È il sintomo dolore che spinge dal medico, per chiedere una prestazione che ne cerchi la causa e produca sollievo. Al clinico interessa risolvere la sintomatologia del paziente e scoprirne l’eziopatogenesi, per curare alla radice la patologia che ha innescato il dolore e impedirne l’evoluzione, la cronicizzazione o la recidiva. Come sintomo riferito il dolore diviene spesso la spia di patologie che limitano la qualità della vita e il medico ha, quindi, l’obbligo di saper fornire un adeguato impegno di mezzi e conoscenze per mitigarlo e/o risolverlo, anche in assenza di una chiara risposta terapeutica alla patologia di base, e consentire, per quanto possibile, al paziente di ritornare a svolgere con normalità le comuni attività quotidiane. Se il dolore è un sintomo provato da un essere umano quale esperienza personale, come può un altro essere umano valutarlo? Quando a tale valutazione sono legati riconoscimenti dettati dalle leggi, il medico legale deve affrontare un problema non facile.
Il punto di partenza è rappresentato dal significato che la più aggiornata conoscenza medica e la comunità scientifica attribuiscono al dolore, quale elemento clinico, indice di sofferenza fisica del malato. I dati bibliografici raccolti dimostrano che questo dolore-sofferenza fisica è un’aggravante della menomazione somatica invalidante oppure una voce autonoma di danno alla salute. Le valutazioni tabellari di uso medico-legale non contemplano nessuna delle 2 ipotesi: ne consegue che non esiste un danno biologico da dolore fisico, in contrasto con la norma vigente che impone il ristoro di ogni aspetto del danno alla salute. Il presente lavoro affronta l’argomento per rimuovere barriere obsolete e dare vigore alla medicina legale clinica, che è l’unica disciplina idonea a definire correttamente il danno alla persona finora gestito dalla sola medicina forense.

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