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Minerva Medicolegale 2005 December;125(4):213-22

Copyright © 2005 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Aspetti medicolegali delle infezioni postchirurgiche

Bonziglia S., Cariti G.


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Le infezioni nosocomiali costituiscono un importante problema sia nei Paesi industrializzati sia in quelli in via di sviluppo e rappresentano una delle maggiori cause di morte e di aumentata morbilità tra i pazienti ricoverati. Le sedi più comuni di infezione sono le vie urinarie, le basse vie aeree e la ferita chirurgica. Si definisce infezione nosocomiale «una infezione di pazienti ospedalizzati, non presente nè in incubazione al momento dell'ingresso in ospedale, comprese le infezioni successive alla dimissione, ma riferibili per tempo di incubazione al ricovero...». Le infezioni dei siti operatori sono considerate come ospedaliere quando compaiano nei 30 giorni successivi all'intervento, o nell'arco di un anno dall'impianto di un dispositivo protesico. Data la gravità di queste infezioni e il notevole aggravio che esse comportano, in termini di sofferenza per il paziente e di impiego di risorse, ogni sforzo deve essere compiuto nel tentativo di ridurne l'incidenza intervenendo tramite una minuziosa applicazione delle regole di igiene, una corretta profilassi antibiotica preoperatoria e una procedura chirurgica che deve essere, per quanto possibile, rapida, efficace e «atraumatica». Nella consapevolezza della difficoltà di eliminare, comunque, il rischio infettivo, potrebbe essere proposta una lista di adempimenti necessari al controllo della qualità delle misure preventive, allegata alla documentazione ospedaliera e alla descrizione dell'atto operatorio. La compilazione della lista potrebbe costituire prova documentale dell'utilizzo corretto dei mezzi raccomandati, utilizzati e utilizzabili all'epoca del ricovero, rendendo più agevole dimostrare, nel malaugurato caso di infezione, un comportamento ispirato a perizia, prudenza e diligenza.

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