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Minerva Medicolegale 2003 June;123(2):95-114

Copyright © 2003 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Carenze e vuoti normativi. Le funzioni vicarianti del codice di deontologia medica

Iorio M.


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Qualsiasi codice deontologico esprime il rispetto della dignità di una professione e il significato di un ordine professionale sta nella sua capacità di tutelare i principi costitutivi di questa dignità. Per dignità si intende «il rispetto che un uomo conscio del proprio valore, ha per sé e impone agli altri mediante un comportamento adeguato» (Guida FNOM). Questo valore è comune a tutte le professioni intellettuali, ma trovano la più alta espressione nella medicina.
La pratica della medicina comporta un coinvolgimento etico strettamente personale su cui si innesta la norma giuridica: in Italia l'art. 32 della Costituzione, che tutela la salute come diritto della persona e interesse della collettività, affida il benessere psichico e fisico dell'uomo al medico e a tutte le altre professioni sanitarie. I cardini della deontologia ippocratica erano il rispetto della vita e della dignità della persona assistita. I principi deontologici si sono inseriti nel processo storico che ha portato alla costituzione degli Stati moderni, fondati sull'affermazione dei diritti politici, civili e sociali del cittadino: la tutela del «bene» salute diventa un diritto sociale. Nel contesto attuale le esigenze della società e la evoluzione stessa della medicina hanno ampliato questi cardini fino a comprendere l'autonomia della persona e la giustizia.
Si è così sviluppata una nuova deontologia flessibile nelle innovazioni e sensibile ai problemi emergenti; rispettosa, ma libera nei confronti delle leggi; attenta alla eticità della scienza e della prassi medica; matura per dirimere il conflitto tra norma etica e apparato legislativo. L'intervento massiccio dello Stato nella area sanitaria e il fenomeno esplosivo dei bisogni e della tecnologia ha creato infine un altro piano di discussione tra medicina, risorse economiche ed etica che comprende il concetto di esercizio professionale, la nozione di salute, il ruolo della giustizia nella convivenza civile.
Il Codice Deontologico in vigore, approvato il 3 ottobre 1998, ha tradotto in norma il principio della giustizia, prima poco affrontato sul piano deontologico.

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