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Rivista di Medicina Legale

 

Minerva Medicolegale 2000 Giugno;120(2):93-108

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Aggressivi chimici e armi chimiche. Difesa antigas, metodi di bonifica e procedure di distruzione

Garigliano-Candela R., Colucci A. P., Sicoli G.

Università degli Studi - Bari, Dipartimento di Medicina Interna e Medicina Pubblica (DIMIMP), Sezione di Medicina Legale, Cattedra di Tossicologia Forense

Sino alla fine degli anni ‘80 il possesso delle armi chimiche non era sottoposto ad una legislazione internazionale che ne limitasse la produzione e la conservazione. Solo nel gennaio 1993 la «Convenzione di Parigi sulla proibizione dello sviluppo, produzione, immagazzinaggio ed uso di armi chimiche e sulla loro distruzione» ha posto le direttive per lo smaltimento degli aggressivi chimici, distinti in tre categorie: «armi chimiche obsolete» (prodotte anteriormente al 1925 o deteriorate), «armi chimiche abbandonate» (sul territorio di un altro Stato senza il consenso di quest’ultimo) e «agenti per il controllo dell’ordine pubblico».
Gli autori esaminano in senso critico le tecniche operative per la distruzione e smaltimento delle armi chimiche abbandonate (non stockpiled), il trattamento sul campo del materiale esplosivo ad esse combinato e la decontaminazione ambientale dei loro prodotti di degradazione, nonché la bonifica dei siti contaminati con le tecnologie messe a punto dai Paesi interessati.

lingua: Italiano


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