Ricerca avanzata

Home > Riviste > Minerva Medica > Fascicoli precedenti > Minerva Medica 2014 Febbraio;105(1 Suppl 1) > Minerva Medica 2014 Febbraio;105(1 Suppl 1):17-21

FASCICOLI E ARTICOLI   I PIÙ LETTI   eTOC

ULTIMO FASCICOLOMINERVA MEDICA

Rivista di Medicina Interna

Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 1,236

Periodicità: Bimestrale

ISSN 0026-4806

Online ISSN 1827-1669

 

Minerva Medica 2014 Febbraio;105(1 Suppl 1):17-21

PNEUMOLAB PROCEEDINGS 

Organi idonei: la parte nascosta dell’iceberg

Boffini M. 1, Solidoro P. 2

1 Cardiac Surgery Division, Surgical Sciences Department, University of Turin, Città della Salute e della Scienza, Turin, Italy;
2 Unit of Pneumology, Città della Salute e della Scienza di Torino, Torino, Italia

Il trapianto polmonare rappresenta l’unica strategia per il trattamento dell’insufficienza respiratoria end-stage. Tuttavia, il suo impiego clinico estensivo è limitato dal numero di organi idonei. Negli ultimi anni, lo scenario del trapianto polmonare si sta modificando e numerose strategie sono state proposte per aumentare il numero di graft prelevabili per trapianto. I campi di maggiore impegno riguardano una ottimizzazione della gestione del donatore e l’impiego delle metodiche di ricondizionamento ex-vivo di organi marginali o inizialmente non idonei. Queste strategie stanno mostrando risultati incoraggianti. Castleberry et al. hanno analizzato i risultati del trapianto polmonare utilizzando graft da donatore in morte cerebrale che hanno avuto un arresto cardiaco durante il periodo di osservazione. Sono stati esaminati i dati UNOS (United Network for Organ Sharing) che hanno evidenziato risultati sovrapponibili a quelli ottenuti con organi da donatore senza arresto cardiaco. L’articolo manda un messaggio importante a tutti i clinici coinvolti nel faticoso impegno correlato al trapianto di polmone. Per le figure professionali coinvolte nella gestione del donatore, questo articolo ricorda la necessità di considerare la donazione del graft polmonare anche nei donatori con precedente arresto cardiaco, indipendentemente dalla funzione di scambio che eventualmente può essere ottimizzata con le metodiche di ricondizionamento ex-vivo. D’altro canto, i chirurghi si devono sentire autorizzati ad utilizzare tali organi. Infatti questi graft con funzione conservata garantiscono buoni risultati clinici ed eventualmente l’impiego delle metodiche di ricondizionamento polmonare possono essere impiegate per un utilizzo finale anche dei graft marginali o inizialmente non idonei.

lingua: Inglese


FULL TEXT  ESTRATTI

inizio pagina