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MINERVA MEDICA

Rivista di Medicina Interna


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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Medica 2014 April;105(2):167-74

lingua: Italiano

Effetto dell’inibizione AChE e BuChE tramite rivastigmina in un gruppo di soggetti geriatrici old-old affetti da demenza vascolare (SIVD-type)

Servello A. 1, Andreozzi P. 2, Bechini F. 2, De Angelis R. 2, Pontecorvo M. L. 2, Vulcano A. 2, Cerra E. 2, Vigliotta M. T. 2, Artini M. 1, Selan L. 1, Ettorre E. 2

1 Dipartimento di Sanità Pubblica e Malattie Infettiva, La Sapienza Università di Roma, Roma, Italia;
2 Dipartimento di Scienze Cardiovascolari Respiratorie, Nefrologiche e Geriatriche, La Sapienza Università di Roma, Roma, Italia


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OBIETTIVO: Si definisce demenza vascolare (VaD) una forma di deficit cognitivo causato da lesioni ischemiche, ipoperfusive o emorragiche a carico della sostanza cerebrale. I principali tipi di VaD sono: la Demenza da Malattia dei Piccoli Vasi (sVAD), la Demenza da Malattia dei Grandi Vasi, la Demenza da Ipoperfusione-Ischemia e la Demenza Emorragica. La sVAD si suddivide, a sua volta, in: Demenza Vascolare Ischemica Subcorticale (SIVD) e Demenza Corticale. Attualmente non ci sono trattamenti terapeutici indicati nella VaD. Scopo dello studio è valutare l’efficacia terapeutica della rivastigmina, inibitore dell’acetilcolintrasferasi (AChE) selettivo per il SNC e capace di inibire sia l’acetilcolinesterasi che la butirrilcolinesterali (BuChE), nel rallentare la progressione del deficit cognitivo in un gruppo di pazienti affetti da VaD.
METODI: sono stati arruolati 26 maschi e 43 femmine di età media 80.03±6.53 affetti da VaD e con valori di Mini Mental State Examination (MMSE) compresi tra 22 e 12. Sono stati inclusi nello studio i soggetti in trattamento farmacologico con ASA 100 mg da almeno sei mesi. I pazienti sono stati suddivisi in due gruppi: un gruppo trattato con ASA e rivastigmina cerotto 9,5 mg/die e un gruppo trattato solo con ASA. Tutti i pazienti sono stati valutati al momento dell’arruolamento (T0) e dopo sei mesi (T1).
RISULTATI: l’analisi dei risultati evidenzia come il gruppo rivastigmina mostri un andamento costante dei punteggi ottenuti al MMSE, nei test CDR, ADL, GDS e NPI, mentre il gruppo ASA mostra un progressivo peggioramento delle performance cognitive. Inoltre, i pazienti trattati con rivastigmina mostrano una migliore risposta alla scala GDS rispetto ai pazienti trattati con ASA nei quali si assiste ad un peggioramento del tono dell’umore.
CONCLUSIONI: il trattamento farmacologico con rivastigmina sembra essere in grado di migliorare le performance cognitive dei soggetti anziani affetti da SIVD.

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