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Minerva Medica 2013 December;104(6 Suppl 1):15-20

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lingua: Inglese

Carcinoma polmonare: i migliori sistemi di stadiazione assicurano una sopravvivenza più lunga?

Stella G. M. 1, Cazzoletti L. 2, Zanforlin A. 3

1 Laboratory of Biochemistry and Genetics Pulmonology Unit, Department of Molecular Medicine, University and Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia, Pavia, Italy;
2 Section of Epidemiology and Medical Statistic, Department of Public Health, University of Verona, Verona, Italy;
3 Multidisciplinary Area, Medical Department, San Luca Hospital, Trecenta, Rovigo, Italy


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Il carcinoma polmonare è tra le neoplasie più frequenti al mondo. Nonostante i progressi scientifici nella conoscenza dei meccanismi biomolecolari coinvolti nel processo di oncogenesi polmonare e gli sforzi mirati a implementare i programmi di screening e prevenzione secondaria, la prognosi dei paziente affetti da questa patologia rimane molto grave. Inoltre, sussistono molte differenze nella gestione e nella sopravvivenza di questi pazienti a livello internazionale, anche tra i Paesi sviluppati. A questo proposito viene qui presentato ed analizzato un recente lavoro di Sarah Walters, pubblicato su “Thorax”, che ha l’obiettivo di valutare se le differenze nello stadio di malattia alla diagnosi possano o meno essere responsabili di questa eterogeneità. Una migliore comprensione delle ragioni della diversa sopravvivenza tra i differenti stati faciliterà l’elaborazione di politiche sanitarie atte ad aumentare la sopravvivenza per il cancro del polmone in modo da portarla ovunque ai più alti standard internazionali. Si tratta del primo studio di popolazione mirato alla analisi di sopravvivenza, condotto su una coorte di 60.000 pazienti. Utilizzando metodiche statistiche appropriate e dettagliate, gli autori concludono che un significativo miglioramento della sopravvivenza può essere raggiunto implementando i mezzi per stadiare correttamente la malattia al momento della diagnosi e che, in questo ambito, i diversi contesti socioeconomici intra- ed internazionali giocano un ruolo cruciale. Questa revisione analizza sia gli aspetti metodologici che scientifici, dedicando particolare attenzione alle potenziali ricadute nella gestione dei pazienti affetti da carcinoma broncogeno e alla evidente necessità, nell’era postgenomica, di un approccio biomolecolare anche in ambito epidemiologico.

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