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MINERVA MEDICA

Rivista di Medicina Interna


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  PNEUMOLAB PROCEEDINGS


Minerva Medica 2013 December;104(6 Suppl 1):7-14

lingua: Inglese

Nuovi scenari nell’utilizzo dei macrolidi

Solidoro P. 1, Braido F. 2, Boffini M. 3, Corsico A. G. 4

1 Unit of Pulmonology, Cardiovascular Thoracic Department, A.O. Città della Salute e della Scienza di Torino, Turin, Italy;
2 Allergy and Respiratory Diseases Department of Internal Medicine, San Martino di Genova Univeristy Hospital Genoa, Italy;
3 Cardiac Surgery Division, Surgical Sciences Department, University of Turin, A.O. Città della Salute e della Scienza di Torino, Turin, Italy;
4 Unit of Pneumology, IRCCS Policlinico San Matteo Foundation, University of Pavia, Pavia, Italy


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Questo articolo costituisce il tentativo di analizzare e discutere il ruolo dei presunti meccanismi d’azione dell’azitromicina nell’asma grave non-eosinofilo; fra questi l’attività antineutrofili, un effetto sul reflusso gastroesofageo e l’attività antibatterica contro un’infezione cronica sottostante, ad esempio da Chlamydia pneumoniae. Grazie alle loro proprietà antiinfiammatorie e immunosoppressive, che si aggiungono a quelle antibatteriche, i macrolidi hanno un ruolo crescente nella terapia delle malattie infiammatorie croniche. Numerosi studi sono stati condotti nel campo del trapianto polmonare e il trattamento a lungo termine si è dimostrato efficace nella fibrosi cistica, nelle bronchiectasie, nella panbronchiolite diffusa, nella sindrome da bronchiolite obliterante e nella prevenzione delle esacerbazioni in pazienti con BPCO. Studi anatomopatologici effettuati in persone con asma grave, refrattario alla terapia, hanno evidenziato l’eterogeneità della malattia e la necessità di approcci più mirati e personalizzati. Nell’asma neutrofilico i corticosteroidi non sono molto efficaci mentre è particolarmente rilevante l’azione immunomodulante sui neutrofili dei macrolidi. Il recente studio “AZIthromycin in Severe ASThma (AZISAST)”, pubblicato sul numero di aprile di Thorax, fornisce evidenze circa l’efficacia e la sicurezza del trattamento aggiuntivo a lungo termine con azitromicina nell’asma grave non eosinofilo. Nonostante le preoccupazioni riguardo un possibile aumento della percentuale di resistenza ai macrolidi e i possibili effetti cardiovascolari, non c’è stata alcuna evidenza di un aumento del rischio di polmonite o di altri eventi avversi. Rimane ancora la necessità di ulteriori dati che confermino l’efficacia dell’azitromicina nell’asma grave non eosinofilo perché lo studio AZISAST non è riuscito a dimostrare un significativo miglioramento della funzione polmonare e una riduzione dei farmaci al bisogno.

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