Home > Riviste > Minerva Medica > Fascicoli precedenti > Minerva Medica 2013 December;104(6) > Minerva Medica 2013 December;104(6):605-11

ULTIMO FASCICOLO
 

ARTICLE TOOLS

Estratti

MINERVA MEDICA

Rivista di Medicina Interna


Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 1,878


eTOC

 

ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Medica 2013 December;104(6):605-11

Copyright © 2013 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Monitoraggio della pressione arteriosa durante il sonno in soggetti emicranici

Lovati C. 1, D’amico D. 3, Giani L. 1, Zardoni M. 1, Capiluppi E. 1, Mariotti C. 1, Scandiani L. 2, Bussone G. 3, Mariani C. 1

1 Department of Neurology and Headache Unit L. Sacco Hospital, Milan, Italy; 2 Department of Internal Medicine L. Sacco Hospital, Milan, Italy; 3 Headache Centre Department of Clinical Neurosciences and Headache Unit, “C. Besta” Neurological Institute Foundation Milan, Italy


PDF  


Obiettivo. Le interazioni tra controllo della pressione arteriosa, sonno ed emicrania sono state ampliamente studiante, benché restino tuttora sconosciute. Il nostro studio ha lo scopo di indagare i valori di pressione arteriosa durante la notte tramite monitoraggio pressorio delle 24/ore (ottenuta mediante apparecchio specifico e apposito software) e contemporaneamente la presenza di emicrania (secondo i criteri ICHD-II), allodinia e disturbi comportamentali del sonno (valutati attraverso appositi questionari).
Metodi. Sono stati inclusi nello studio 195 soggetti: 122 non emicranici (età media 60,4±11,6 anni, 78 uomini, 44 donne), 73 con storia di cefalea (età media 54,2±12,5 anni, 18 uomini, 55 donne). Cinquantuno soggetti soffrivano di emicrania (età media 52,6±11,7 anni, 11 uomini, 40 donne) e 22 soggetti di cefalea tensiva (età media 58±13,5 anni, 7 uomini, 15 donne).
Risultati. L’allodinia è stata trovata in 30 dei 73 soggetti cefalalgici: 23 dei 51 emicranici e 7 dei 22 pazienti con cefalea tensiva. La fisiologica riduzione dei valori di pressione durante la notte (dipping) risultava essere più conservata nei pazienti con cefalea (34 dipper dei 73 pazienti cefalalgici, 46,6%) rispetto ai soggetti senza cefalea (40 dipper di 122 non cefalalgici, 32,8%) e questa differenza border-line risultava essere maggiormente rilevante confrontando i cefalgici allodinici (19 soggetti dipper dei 30 allodinici, 63,3%) sia con i non cefalgici (40 dipper dei 122 non cefalgici, 32,8%, P<0,001) che con i cefalgici non allodinici (15 dipper fra i 43 cefalgici non allodinici, 34,9%, P<0,05). Non sono state trovate differenze significative tra i pazienti con cefalea e i controlli in termini di pressione arteriosa media sistolica e diastolica, né tra soggetti emicranici e tensivi.
Conclusioni. I pazienti cefalalgici con allodinia sembrano mantenere un più corretto fisiologico ritmo pressorio circadiano. Pur considerando la possibilità di un bias di selezione, tali risultati sembrano poter sostenere la funzione allostatica della cefalea primaria nel mantenere regolari certi parametri fisiologici, in questo caso del ritmo pressorio circadiano. Un campione più ampio sarà necessario per valutare se questo ruolo allostatico è comune alle cefalee primitive in genere o limitato a emicrania o cefalea tensiva.

inizio pagina

Publication History

Per citare questo articolo

Corresponding author e-mail

elisa.capiluppi@fastwebnet.it