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Minerva Medica 2013 Ottobre;104(5):537-44

lingua: Inglese

La cardiomiopatia di Takotsubo: gestione nella unità coronarica intensiva

Pullara A., Chinaglia A., Giammaria M., Bequaraj F., Orlando F., Coda L., Lucciola M. T., Forno D., Ravera L., Cecchi E., Gaita F., Belli R.

Division of Cardiology, Maria Vittoria Hospital, Turin, Italy


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Obiettivo. La cardiomiopatia di Takotsubo è una sindrome caratterizzata dalla disfunzione del ventricolo sinistro, da alterazioni ischemiche all’elettrocardiogramma, dall’aumento degli indici di miocardiocitonecrosi e dall’assenza di segni angiografici di malattia coronarica in presenza di stress fisico ed emozionale. Ad oggi poco si sa circa le migliori strategie di gestione di questa complessa sindrome nelle unità di terapia intensiva coronarica.
Metodi. Abbiamo identificato tutti i pazienti con sindrome di Takotsubo afferenti al nostro centro Ospedale Maria Vittoria tra l’ottobre del 2006 e il febbraio 2012. I pazienti avevano suddetta sindrome se si presentavano in pronto soccorso con dolore toracico, alterazioni elettrocardiografiche suggestive di ischemia, evidenza ecocardiografica di disfunzione ventricolare sinistra e, una volta effettuato lo studio coronarografico, assenza di malattia coronarica. Abbiamo considerato i seguenti outcome: morte e recidiva di eventi ischemici. Abbiamo inoltre condotto una dettagliata analisi sulle condizioni di stress che hanno condotto alla sindrome clinica.
Risultati. Sono stati inclusi un totale di 26 pazienti, 4 (15%) maschi e 22 (85%) femmine; l’età media è stata di 71±13 anni. Dopo più di un anno di follow-up clinico l’incidenza di morte è stata del 7,7% (2 morti), e tutti gli eventi, dovuti a shock cardiogeno, si sono verificati nei primi 10 giorni dall’ospedalizzazione; due pazienti (8%) sono andati incontro a una recidiva di eventi ischemici. Le condizioni principali di stress che hanno condotto alla sindrome di Takotsubo sono stati gli episodi depressivi maggiori (16%), i lutti (12%), le cadute a terra con difficoltà a rialzarsi (12%), il vomito (8%) e le infezioni polmonari (8%). Le principali complicazioni associate alla sindrome di Takotsubo sono state lo scompenso cardiaco (62%), lo shock cardiogeno (27%), la sepsi (31%), l’edema polmonare (27%) e l’anemizzazione (12%). Due pazienti sono stati trattati con ventilazione non invasiva e un paziente ha necessitato l’impianto di contropulsatore aortico. Un paziente ha sviluppato un quadro di rabdomiolisi e uno un trombo in ventricolo sinistro. I farmaci principalmente utilizzati sono stati i seguenti: aspirina (96%) dei pazienti, beta bloccanti (58%), nitrati (54%), eparina endovena (46%), dopamina (27%).
Conclusioni. La sindrome di Takotsubo è una sindrome clinica importante e potenzialmente fatale che si verifica preferenzialmente nelle donne in post-menopausa che vanno incontro a varie condizioni di stress. Scompenso cardiaco e shock cardiogeno sono le complicazioni più serie e le principali cause di mortalità e complicazioni nel breve termine, una buona prognosi caratterizza invece il seguito.

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