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Rivista di Medicina Interna

Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 1,236

Periodicità: Bimestrale

ISSN 0026-4806

Online ISSN 1827-1669

 

Minerva Medica 2013 Aprile;104(2):175-84

TROMBOSI 

Complicanze trombotiche nel trattamento con farmaci antipsicotici

Shulman M. 1, Jennifer Njoku I. 1, Manu P. 1-4

1 Zucker Hillside Hospital, Glen Oaks, NY, USA;
2 Hofstra North Shore, LIJ School of Medicine, Hempstead, NY, USA;
3 Albert Einstein College of Medicine, Bronx, NY, United States;
4 Transilvania University, Brasov, Romania

Obiettivo. L’associazione tra terapie antipsicotiche e aumento del rischio di trombosi venosa profonda ed embolia polmonare è stato riportato già dall’introduzione della prima generazione di farmaci antipsicotici negli anni ‘50. La causalità di tale associazione, i suoi fattori di rischio e le implicazioni per la pratica clinica non sono stati esaminati a fondo. Abbiamo effettuato una review sistematica della letteratura al fine di valutare l’evidenza di un’associazione tra terapia antipsicotica ed eventi tromboembolici venosi ed identificare i fattori di rischio per tali effetti indesiderati.
Metodi. Abbiamo effettuato una ricerca del database MEDLINE per il periodo 1990-2012, seguita da una review manuale dei risultati per identificare studi di coorte e di casi pertinenti concernenti le terapie antipsicotiche e gli eventi tromboembolici.
Risultati. I dati sugli eventi tromboembolici associati ai farmaci antipsicotici sono stati presentati in cinque serie di autopsie, tre studi di coorte, otto studi caso-controllo, nove serie di casi e 13 segnalazioni di casi individuali. Nove studi hanno fornito odds-ratio per il rischio trombotico in tutte le terapie antipsicotiche. Vi era un sostanziale accordo basato sulle evidenze in merito al fatto che i farmaci antipsicotici aumentano il rischio di eventi tromboembolici venosi. L’odds ratio medio riportato era di 3,51, rispetto ai pazienti che non ricevevano tali farmaci. Il database ha identificato un totale di 438 segnalazioni di eventi tromboembolici con clozapina, quasi il doppio del numero di segnalazioni riportate con risperidone (283) e olanzapina (241). I fattori che hanno aumentato il rischio erano l’utilizzo di antipsicotici di seconda generazione, antipsicotici a bassa potenza e politerapia. I dati hanno suggerito anche un aumento dose-dipendente nel rischio di complicanze trombotiche.
Conclusioni. I fattori di rischio per gli eventi tromboembolici associati ai farmaci antipsicotici includono la terapia antipsicotica iniziata di recente (negli ultimi 3 o 12 mesi), dosi di farmaco più elevate, concomitante terapia antipsicotica multipla, somministrazione endovenosa o intramuscolare del farmaco e utilizzo di antipsicotici di seconda generazione, in particolare la clozapina.

lingua: Inglese


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