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Rivista di Medicina Interna


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  MALATTIE RENALI, OGGI


Minerva Medica 2012 August;103(4):219-34

Copyright © 2012 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Aggiornamento 2012 sulla nefropatia diabetica: spettro in espansione, nuove conoscenze sulla patogenesi e recenti studi clinici

Fernández Fernández B. 1, Elewa U. 1, Sánchez-Niño M. D. 2, Rojas-Rivera J. E. 1, Martin-Cleary C. 1, Egido J. 1, 3, 4, Ortiz A. 1, 3, 4

1 Nephrology, IIS-Fundación Jiménez Díaz, Madrid, Spain; 2 Nephrology, IdiPAZ, Madrid, Spain; 3 Department of Medicine, Universidad Autónoma de Madrid, Madrid, Spain; 4 Fundación Renal Iñigo Álvarez de Toledo, Madrid, Spain


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La nefropatia diabetica (ND) è la causa più frequente di nefropatia in stadio terminale nei paesi occidentali. Ciò implica che gli attuali metodi basati sul targeting del sistema renina-angiotensina-aldosterone (RAAS), i quali mirano a prevenire, rallentare o promuovere la regressione della ND, sono insufficienti. Si crede che il danno podocitario e l’albuminuria siano gli eventi chiave nella ND e in effetti numerose fasi della ND sono individuate in base all’entità dell’albuminuria. Ciononostante, lo spettro della ND si è recentemente ampliato, poiché l’assenza di una significativa albuminuria è presente nel 30% dei soggetti diabetici con insufficienza della funzionalità renale. Ciò può derivare dal diffuso utilizzo di farmaci aventi come bersaglio il RAAS ma potrebbe anche indicare come i fattori patogenetici aggiuntivi contribuiscano al deterioramento della funzionalità renale a prescindere dal controllo dell’albuminuria. A tal riguardo, il doppio blocco del RAAS è più efficace nel ridurre l’albuminuria rispetto al blocco di un singolo componente. Tuttavia, studi clinici che hanno valutato il doppio blocco per la preservazione della funzionalità renale si sono rivelati deludenti e hanno sollevato preoccupazioni relative alla sicurezza. Approcci “omici” imparziali hanno rivelato bersagli terapeutici alternativi, tra cui la citochina TRAIL, il recettore CD74 per il MIF (fattore di inibizione della migrazione macrofagica) e la proteina intracellulare proapoptotica BASP1. Inoltre, la proteomica urinaria ha rivelato un’impronta peptidomica per la progressione della ND che precede l’insorgenza della microalbuminuria. Attualmente, sono in corso studi per convalidare tale impronta per il trattamento iniziale di pazienti ad alto rischio. Recenti studi clinici suggeriscono un potenziale ruolo del bardoxolone metile per il miglioramento della funzionalità renale nella ND avanzata, mentre studi con avosentan, pirfenidone, sulodexide e piridossamina si sono rivelati deludenti e ulteriori dati sono necessari per il paricalcitolo e la vitamina D, gli antagonisti del recettore dell’endotelina di nuova generazione e la pentossifillina.

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