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  SCLEROSI A PLACCHE: AGGIORNAMENTO 2012


Minerva Medica 2012 April;103(2):73-96

Copyright © 2012 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Sclerosi multipla e deterioramento cognitivo

Jongen P. J. 1, Ter Horst A. T. 2, Brands A. M. 2, 3

1 MS4 Research Institute, Nijmegen, the Netherlands; 2 Zuwe Hofpoort Hospital/Regional Psychiatric Center Woerden, Woerden, the Netherlands; 3 Department of Experimental Psychology, Utrecht University, Utrecht, the Netherlands


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Il deterioramento cognitivo si verifica nel 40-65% dei pazienti affetti da sclerosi multipla (SM) e generalmente interessa l’attenzione complessa, la velocità di elaborazione delle informazioni, la memoria (episodica) e le funzioni esecutive. Tale deterioramento è stato osservato nella sindrome subclinica radiologicamente isolata, nella sindrome clinicamente isolata e in tutte le fasi della SM clinica. Nella SM a insorgenza pediatrica, la cognizione è spesso compromessa e peggiora con relativa rapidità. Il deterioramento cognitivo influisce spesso sulla vita personale e sullo stato professionale dei soggetti. Depressione, ansia e affaticamento aggravano i sintomi, mentre la riserva cognitiva svolge una funzione parzialmente protettiva. La disfunzione cognitiva è correlata al volume delle lesioni e all’atrofia (regionale), rilevati mediante imaging a risonanza magnetica (magnetic resonance imaging, MRI) cerebrale, mentre il grado e l’aumento delle anomalie rilevate con MRI predicono un futuro peggioramento. L’MRI sperimentale indica un ruolo cruciale per le lesioni corticali (focali) e l’atrofia, l’integrità corticale anomala e i cambiamenti precoci nel normale aspetto del tessuto cerebrale. L’MRI funzionale suggerisce cambiamenti di adattamento e riorganizzazione compensativa nelle attività neurali. Gli strumenti di screening sono rappresentati dalla batteria breve e ripetibile di test neuropsicologici, dal symbol digit modalities test e dall’esame cognitivo audio-registrato. La valutazione minima della funzione congnitiva nella SM è utilizzata per la formale valutazione neuropsicologica. Che cosa costituisca un cambiamento clinicamente rilevante e come monitorare al meglio la funzione cognitiva sono problemi sui quali non vi è consenso. Nella SM recidivante-remittente, un accurato e tempestivo trattamento farmacologico modificante la malattia potrebbe stabilizzare o persino migliorare la funzione cognitiva. Non esiste un trattamento farmacologico sintomatico basato sulle evidenze, né esistono approcci non farmacologici ottimali. Le attività di svago potenziano la riserva cognitiva. La riabilitazione cognitiva in pazienti affetti da SM è ancora ai suoi albori. La terapia cognitivo-comportamentale, l’esercizio fisico e i programmi educativi costituiscono interventi psicosociali promettenti per migliorare la capacità di fronteggiare la situazione e ridurre i sintomi cognitivi.

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