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Rivista di Medicina Interna


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  STRATEGIE FUTURE IN GINECOLOGIA


Minerva Medica 2012 Febbraio;103(1):47-62

lingua: Inglese

Patologie tiroidee e riproduzione femminile

Mintziori G., Anagnostis P., Toulis K. A., Goulis D. G.

Unit of Reproductive Endocrinology, First Department of Obstetrics and Gynecology Medical School Aristotle University of Thessaloniki, Thessaloniki, Greece


PDF  ESTRATTI


Le patologie tiroidee sono molto comuni nelle donne in età riproduttiva. Obiettivo del presente studio è stato quello di passare in rassegna l’attuale evidenza sulla fisiologia, la fisiopatologia, la diagnosi e la gestione di donne con disturbi tiroidei che cercano attualmente la fertilità sottoponendosi alle tecniche di riproduzione assistita (ART) o rimanendo incinte. Una regolare funzione tiroidea è essenziale per la normale funzione dell’asse gonadale, ed è quindi importante per mantenere una normale capacità riproduttiva. Al contrario, qualsiasi tipo di disfunzione tiroidea potrebbe ridurre la possibilità di rimanere incinte; quest’ultima può essere ripristinata allo stato normale dopo un adeguato trattamento. Dal 1978, oltre otto milioni di bambini sono nati grazie alle tecniche della riproduzione assistita (ART). Poiché tali procedure diventano sempre più diffuse nella pratica clinica, l’impatto esatto dello stato tiroideo sugli esiti riproduttivi, oltre a quello dei farmaci utilizzati nell’ART sulle funzioni tiroidee, è stato chiarito del tutto. La funzione tiroidea materna è imprescindibile, soprattutto durante le prime settimane di gestazione, per il benessere e lo sviluppo cerebrale del nascituro. D’altra parte, i normali meccanismi fisiologici che regolano la gestazione possono avere un impatto importante sulla funzione tiroidea materna. Poiché la gonadotropina corionica umana (hCG) ha un effetto simile a quello dell’ormone stimolante la tiroide (TSH), elevate concentrazioni di hCG sono associate alla stimolazione tiroidea, sia dal punto di vista funzionale (ridotte concentrazioni sieriche di TSH) sia dal punto di vista anatomico (maggiore volume tiroideo). Sebbene l’associazione tra ipotiroidismo materno e incrementata morbilità perinatale sia stata descritta da più di un secolo, più recentemente, anche la presenza di anticorpi antitiroidei è stata associata ad esiti negativi della gravidanza, come gli aborti ricorrenti e il distacco prematuro della placenta. Ciò ha un’importanza clinica notevole, poiché gli anticorpi antitiroidei sono sorprendentemente prevalenti nella gravidanza, soprattutto nei primi due trimestri.

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