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MINERVA MEDICA

Rivista di Medicina Interna


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Minerva Medica 2011 Ottobre;102(5):363-71

lingua: Inglese

Valore diagnostico e prognostico di alfa-fetoproteina, des-gamma-carbossi-protrombina e complessi IgM-antigene del carcinoma a cellule squamose nel carcinoma epatocellulare

Bertino G. 1, Neri S. 2, Bruno C. M. 1, Ardiri A. M. 1, Calvagno G. S. 1, Malaguarnera M. 3, Toro A. 4, Malaguarnera M. 5, Clementi S. 1, Bertino N. 6, Di Carlo I. 4

1 Hepatology Unit,Department of Internal Medicine and Systemic Diseases, Santa Marta Hospital, Catania University, Catania, Italy;
2 Department of Internal Medicine and Systemic Diseases, Policlinic of Catania University, Catania, Italy;
3 Senescence, Urological and Neurological Sciences, University of Catania, Catania, Italy;
4 Department of Surgical Sciences, Organ Transplantation and Advanced Technologies, University of Catania, Cannizzaro Hospital, Catania, Italy;
5 Research Center “The Extreme Senescence, University of Catania, Catania, Italy;
6 Faculty of Pharmacy, University of Catania, Catania, Italy


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Il carcinoma epatocellulare (HCC) è uno dei tumori maligni più diffusi. Esso presenta un basso tasso di sopravvivenza e un’incidenza in aumento in tutto il mondo. Nella maggior parte dei casi, l’HCC viene diagnosticato in una fase tardiva. Perciò, la prognosi di pazienti affetti da HCC è in genere cattiva e presenta un tasso di sopravvivenza a cinque anni inferiore al 5%. Obiettivo del presente studio è stato quello di paragonare l’accuratezza dell’alfa-fetoproteina (AFP), della des-gamma-carbossi-protrombina e dei complessi IgM-antigene del carcinoma a cellule squamose (SCCA-IgM) nella diagnosi e nella prognosi iniziali dell’HCC. Una ricerca nella letteratura ha identificato i marcatori per il carcinoma epatocellulare. Tale ricerca è stata effettuata usando la letteratura sul cancro e il database PubMed per le seguenti parole chiave: “marcatori e HCC”, “alfa-fetoproteina (AFP) e HCC”, “des-gamma-carbossi-protrombina”(DCP) e HCC, complessi IgM-antigene del carcinoma a cellule squamose (SCCA-IgM). Al momento, nonostante i numerosi studi dedicati all’immunoistochimica dell’HCC, mancano ancora i marcatori positivi e negativi assoluti per l’HCC, mentre quelli caratterizzati da una sensibilità e specificità molto elevate non possiedono un’utilità diagnostica universale. In conclusione, nessuno dei tre biomarcatori (AFP, DCP, complessi SCCA-IgM) è ottimale. Secondo recenti rassegne, tali biomarcatori dovrebbero essere misurati in maniera simultanea assieme a tecniche di imaging per aumentare sensibilità, specificità, accuratezza diagnostica ed effettuare una prognosi affidabile. Al momento, la strategia di screening raccomandata per pazienti con cirrosi include la determinazione dei livelli sierici di AFP e un’ecografia addominale ogni sei mesi per rilevare l’HCC in fase iniziale.

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