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MINERVA MEDICA

Rivista di Medicina Interna


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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Medica 2011 April;102(2):141-7

lingua: Inglese

Utilizzo del palmitoiletanolamide nella sindrome del tunnel carpale

Conigliaro R. 1, Drago V. 2,3, Foster P. S. 4, Schievano C. 5, Di Marzo V. 6

1 Operative Unity of Neurology, Siracusa, Italy;
2 Department of Neurology, University of Florida, Gainesville, FL, USA;
3 Oasi Institute for Research in Mental Retardation and Brain Aging, Troina, Enna, Italy;
4 Department of Psychology, Middle Tennessee State University, Murfreesboro, TN, USA;
5 Department of Pharmacy, University of Padua, Padua, Italy;
6 Endocannabinoid Research Group, Institute of Biomolecular Chemistry, Consiglio Nazionale delle Ricerche
Pozzuoli, Naples, Italy;


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Obiettivo. La Sindrome del Tunnel Carpale (STC) è una condizione patologia dovuta alla compressione del nervo mediano al polso ed è caratterizzata da una sintomatologia dolorosa e da alterazioni funzionali. La Palmitoiletanolamide (PEA) è un’ammide endogena in grado di modulare la reattività di cellule immunitarie che innescano i processi infiammatori ed influenzare in tal modo la percezione dolorosa.
L’obiettivo di questo studio è stato di verificare la capacità della PEA di normalizzare le alterazioni funzionali associate a CTS di grado moderato.
Metodi. Pazienti con STC di grado moderato sono stati arruolati e sottoposti a trattamento con PEA alla dose di 600mg o 1200mg/die per 30 giorni; il gruppo controllo non ha ricevuto alcun trattamento durante il periodo di studio.
Risultati. Il trattamento con PEA induce un miglioramento del tempo di latenza motoria del nervo mediano, parametro alterato nei pazienti con STC; l’effetto della PEA è statisticamente significativo e dose-dipendente. Il miglioramento del tempo di latenza motoria del nervo è associato ad una diminuzione della presenza del Segno di Tinel ed ad una riduzione della percezione dolorosa.
Conclusioni. Sebbene siano necessari ulteriori studi per caratterizzare l’effetto della PEA, il presente lavoro dimostra per la prima volta la capacità della PEA di indurre un miglioramento della latenza motoria distale. I dati ottenuti, inoltre, confermano che la PEA rappresenti un approccio terapeutico innovativo per contrastare processi infiammatori cronici associati a dolore neuropatico.

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