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MINERVA MEDICA

Rivista di Medicina Interna


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Minerva Medica 2010 Dicembre;101(6):445-56

lingua: Inglese

Modelli etici nella bioetica: teoria e applicazione nelle politiche di allocazione d’organo

Petrini C.

Bioethics Unit, National Institute of Health, Rome, Italy


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Le politiche per l’allocazione di organi destinati a persone in attesa per un trapianto sollevano importanti interrogativi di etica. Innanzitutto, esse richiedono un bilanciamento tra i principi di beneficialità e di giustizia, ma sono coinvolti anche numerosi altri fattori: autonomia, responsabilità, equità, efficienza, utilità, esito terapeutico, urgenza clinica ed altri. Si possono proporre vari modelli per l’allocazione degli organi, basati sull’importanza gerarchica che si assegna ad un principio rispetto agli altri, ma nessun principio può essere completamente trascurato. Una politica per l’allocazione degli organi accettabile sotto il profilo dell’etica deve pertanto essere conforme, in una certa misura, a quanto deriva da ciascun principio. Si possono quindi adottare diversi approcci. Il modello utilitarista mira a massimizzare i benefici, che possono essere di vario tipo sul piano individuale o sociale, come il numero di vite salvate, la prognosi e altri. Il modello delle priorità favorisce coloro che si trovano nel maggior bisogno e nella maggiore sofferenza. Il modello egualitario privilegia l’equità e la giustizia, suggerendo che tutti gli individui abbiano la stessa opportunità (allocazione casuale) o che la priorità sia data a coloro che attendono da più tempo. Il modello personalista pone l’attenzione su ogni singolo paziente, cercando di cogliere insieme tutti i vari aspetti che caratterizzano la persona: necessità terapeutica (urgenza), imparzialità, beneficio clinico, rispetto per la persona. Il modello individualista pone al centro la libera scelta e privilegia il metodo opting-in. Al contrario di quanto afferma il modello individualista, il modello comunitario identifica nella comunità gli elementi fondamentali per la legittimità delle scelte: pertanto, privilegia il metodo opting-out.

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