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Rivista di Medicina Interna


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REVIEW  


Minerva Medica 2010 Dicembre;101(6):439-43

lingua: Inglese

La gestione precoce delle patologie audio vestibolari: una revisione della letteratura ed una proposta per superare possibili incertezze

Pirodda A. 1,2, Ferri G. G. 2, Borghi C. 3,4

1 Professor of Audiology, Head of the Audiology Program, S. Orsola-Malpighi University Hospital, Bologna, Italy;
2 Department of Specialist Surgical and Anesthesiological Sciences, University of Bologna, Bologna, Italy;
3 Internal Medicine Service, S. Orsola-Malpighi University Hospital, Bologna, Italy;
4 Department of Internal Medicine, “D. Campanacci”, University of Bologna, Bologna, Italy


PDF  ESTRATTI


È di frequente osservazione l’assenza di una corretta programmazione diagnostica e terapeutica delle patologie vestibolari e la permanenza di alcune difficoltà, nella pratica clinica, anche quando occorre gestire alcune patologie acute dell’udito, queste ultime di competenza più propriamente otologica. Una revisione della letteratura internazionale conferma l’esistenza del problema e consente di sottolineare la penuria dei collegamenti fra l’otoiatria e il neurotologo, da una parte, ed il difficile collegamento tra le indispensabili conoscenze specialistiche ed i princìpi di scienze di base e di medicina generale ed interna, dall’altra: ciò può spiegare alcune contraddizioni terapeutiche nel trattamento dei disordini dell’orecchio interno, la loro frequente etichettatura come idiopatici e le persistenti incertezze riguardo ad una loro corretta gestione diagnostica e terapeutica. Per superare le difficoltà che derivano da questa insufficiente cooperazione interdisciplinare, l’istituzione di servizi ospedalieri di audio-vestibologia con una rete di cooperazione strettamente collegata alle unità della medicina interna potrebbe rappresentare un progresso. Una tale organizzazione contribuirebbe ad evitare gestioni clinicamente ed economicamente inadeguate ed a minimizzare la possibilità di errori costosi e/o rischiosi per la salute dei pazienti; inoltre, potrebbe migliorare le acquisizioni pratiche nei programmi di studio pre e postlaurea, per preparare medici con una mentalità clinica più aperta, sia di estrazione audiologica/otorinolaringoiatrica sia di estrazione internistica.

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