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Rivista di Medicina Interna


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Minerva Medica 2010 Agosto;101(4):285-93

 REVIEW

Nimesulide 25 anni dopo

Mattia C., Ciarcia S., Muhindo A., Coluzzi F.

Unità Operativa Complessa di Anestesia, Rianimazione, Medicina del Dolore, Medicina Iperbarica, Dipartimento Scienze Anestesiologiche, Medicina Critica, Terapia del Dolore, ICOT - Polo Pontino Sapienza Università di Roma, Roma, Italia

La prima immissione in commercio di nimesulide venne autorizzata in Italia nel 1985. A distanza di un quarto di secolo valutiamo le sue caratteristiche peculiari rispetto ad altri farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS). È l’unico FANS a far parte della classe delle Arilsolfonammidi ed è un “FANS COX-2 preferenziale”, perché, pur avendo un effetto prevalente sulle COX2, ha un’azione bilanciata su entrambe le ciclossigenasi. L’assorbimento a livello gastrointestinale è rapido e completo e spiega la rapidità d’inizio d’azione (onset breve). Nimesulide si distribuisce rapidamente nei fluidi sinoviali, dove persiste molto più a lungo che nel sangue, contribuendo così all’efficacia del farmaco nel controllo del dolore articolare. Dal punto di vista della safety, grazie proprio alla preferenziale attività sulle COX-2, nimesulide si pone tra i FANS con più basso rischio di sanguinamento del tratto gastrointestinale superiore. In relazione al rischio di reazioni epatiche severe, il profilo beneficio/rischio di nimesulide è stato giudicato dalle autorità regolatorie europee paragonabile a quello descritta per gli altri FANS. Nel trattamento del dolore l’utilizzo di nimesulide, così come quello di qualunque altro FANS, deve essere considerato, rispettando le Linee Guida internazionali, come alternativa terapeutica quando il Paracetamolo sia risultato inefficace, o nei casi in cui il dolore sia causato o sostenuto da un processo infiammatorio.

lingua: Italiano


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