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MINERVA MEDICA

Rivista di Medicina Interna


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REVIEW  FORUM IN CARDIOLOGIA


Minerva Medica 2010 Agosto;101(4):239-53

lingua: Inglese

Aspetti specifici del diabete nella terapia antitrombotica in pazienti con patologia coronarica

Farhan S., Höchtl T., Wojta J., Huber K.

1 3rd Department of Medicine, Cardiology and Emergency Medicine, Wilhelminen Hospital, Vienna, Austria;
2 Department of Cardiology, University of Medicine, Vienna, Austria


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L’utilizzo di associazioni di farmaci antitrombotici a un dosaggio ottimale e fondamentale per i pazienti diabetici. Inoltre, è stato dimostrato che una specifica terapia antipiastrinica nel diabete mellito riduce gli eventi aterotrombotici precoci e tardivi sia nei pazienti idonei all’angiografia acuta e all’intervento sia durante la prevenzione secondaria di eventi ischemici ricorrenti in pazienti affetti da patologia coronarica (coronary artery disease, CAD). Tra questi agenti antipiastrinici, è stato recentemente dimostrato che il prasugrel è in grado di ridurre gli eventi avversi nei pazienti diabetici affetti da sindrome coronarica acuta (acute coronary syndrome, ACS) in maniera statisticamente più efficace del clopidogrel, senza aumentare il rischio di sanguinamento profuso. Anche gli inibitori del recettore glicoproteina IIb-IIIa mostrano un effetto maggiore contro gli eventi avversi clinici nei soggetti diabetici con ACS sottoposti a intervento coronarico percutaneorispetto ai pazienti non diabetici. Contrariamente alla terapia antipiastrinica, tutti i farmaci antitrombina disponibili sul mercato, ad eccezione dell’enoxaparin, hanno mostrato un’efficacia uguale o inferiore nei pazienti diabetici rispetto ai non diabetici. L’enoxaparin è risultato migliore rispetto all’eparina non frazionata nel ridurre gli effetti collaterali nel pazienti diabetici affetti da infarto acuto del miocardio con allungamento del segmento ST sottoposti a terapia antitrombotica. È attualmente in fase di studio il ruolo di numerosi farmaci antitrombina di nuova generazione, quali gli inibitori diretto del fattore Xa o i farmaci diretti antitrombina in pazienti diabetici affetti da CAD stabile o instabile.

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