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ULTIMO FASCICOLOMINERVA MEDICA

Rivista di Medicina Interna

Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 1,236

Periodicità: Bimestrale

ISSN 0026-4806

Online ISSN 1827-1669

 

Minerva Medica 2009 Ottobre;100(5):421-7

 REVIEW

Omocisteina e scompenso cardiaco: un’associazione casuale?

Vizzardi E., Bonadei I., Zanini G., Fiorina C., Raddino R., Dei Cas L.

Department of Cardiology, University of Brescia, Brescia, Italy

Negli ultimi anni diversi studi hanno valutato il ruolo della iperomocisteinemia (HOMC) nello scompenso cardiaco cronico (SCC), dimostrando come essa sia correlata con la severità della patologia e ipotizzandone pertanto il ruolo di potenziale fattore di rischio. Esistono infatti dati sperimentali su animali che suggeriscono come l’HOMC possa essere un fattore eziologico potenziale per lo SCC; ciononostante non sono ancora conosciuti esattamente i meccanismi per i quali l’ HOMC agisca sia sul rimodellamento che sulla funzionalità ventricolare sinistra; alcune ipotesi includono l’induzione di fibrosi miocardica, disfunzione endoteliale, aterosclerosi coronarica con ischemia miocardia, stress ossidativo, effetto inotropo negativo e disfunzione mitocondriale. Le opinioni sono però contrastanti: secondo alcuni autori l’HOMC è un vero e proprio fattore di rischio per lo SCC mentre secondo altri è solo un indicatore di rischio senza alcun effetto diretto sul miocardio. Tuttavia i dati esistenti in letteratura dimostrano come l’OMC è coinvolta in modo rilevante nella fisiopatologia dello SCC. Pertanto l’HOMC potrebbe rappresentare un fattore di rischio per lo sviluppo di SCC ed i suoi livelli plasmatici sono associati alla severità di tale patologia.

lingua: Italiano


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