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Minerva Medica 2009 August;100(4):259-73

Copyright © 2009 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Gestione della sincope nel reparto di medicina d’urgenza

Reed M. J.

Department of Emergency Medicine, Royal Infirmary of Edinburgh, Edinburgh, UK


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La sincope è un disturbo diffuso tra i pazienti ricoverati in medicina d’urgenza (emergency department, ED). La sua gestione è difficoltosa. Alcune cause gravi di sincope sono transienti e i pazienti in condizioni critiche possono apparire in salute fino a quando non raggiungono il reparto. Conoscere la storia del paziente è cruciale, mentre l’identificazione della causa cardiaca è associata ad un incremento della mortalità. Ciò è connesso implicitamente alla malattia cardiaca, i pazienti presentanti sincope associata a malattia cardiaca importante dovrebbero essere attentamente osservati per determinare la natura della malattia cardiaca alla base del problema e le cause della sincope. Lavori recenti suggeriscono che una quota pari al 30% dei pazienti con sincope cardiaca muore nell’arco di un anno dalla presentazione della malattia. Questo porta i medici a ricoverare molti pazienti con sincope di causa non spiegabile anche in presenza di poche evidenze messe in luce dalle analisi, regolari ricoveri portano ad una migliore prognosi. Gli studi che pongono sotto osservazione le unità cliniche con poteri decisionali sulla gestione della sincope, hanno tuttavia dimostrato che tali strutture sono di beneficio. Gli studi sulla stratificazione del rischio nei reparti ED hanno tentato di aiutare i medici d’urgenza ad identificare e gestire i pazienti ad alto rischio presentanti condizioni chiaramente identificabili nella sincope. Tali ruoli decisionali clinici hanno sofferto della scarsa convalida esterna e negli USA, dove molti di questi strumenti sono sviluppati, continua a mancare un approccio universale. Benché non siano stati ancora attuati strumenti individuali nella pratica standard, è stato comunque possibile per i medici d’urgenza diventare maggiormente consci dei fattori di rischio che probabilmente portano ad una prognosi negativa. Probabilmente la prognosi negativa sebbene si presenti con frequenza significativa, non è così comune come in precedenza si pensava. Attualmente le linee guida dell’American College of Emergency Physician (ACEP) sono le più utili per i medici d’urgenza. Alcuni marker biochimici sembrano promettenti, un lavoro ulteriore può portare all’incorporazione di questi nell’ambito dei processi decisionali clinici esistenti e nelle linee guida per migliorare la sensibilità e la specificità.

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