Home > Riviste > Minerva Medica > Fascicoli precedenti > Minerva Medica 2009 February;100(1) > Minerva Medica 2009 February;100(1):95-103

ULTIMO FASCICOLO
 

ARTICLE TOOLS

Estratti

MINERVA MEDICA

Rivista di Medicina Interna


Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 1,236


eTOC

 

REVIEW  GERIATRIA


Minerva Medica 2009 February;100(1):95-103

Copyright © 2009 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Trattamento in elezione dell’aneurisma dell’aorta addominale nel paziente anziano: una revisione sistematica

Ballotta E. 1, Da Giau G. 1, Gruppo M. 2, Mazzalai F. 2, Spirch S. 2, Terranova O. 2

1 Section of Vascular Surgery Department of Surgical and Gastroenterological Sciences Geriatric Surgery Clinic School of Medicine
University of Padua, Padua, Italy
2 Department of Surgical and Gastroenterological Sciences Clinic of Geriatric Surgery School of Medicine University of Padua, Padua, Italy


PDF  


L’aneurisma dell’aorta addominale (AAA) è una patologia correlata all’età, per cui l’invecchiamento della popolazione ha significato un aumento delle persone molto anziane che vanno incontro a trattamento dell’AAA. Gli autori hanno condotto una revisione sistematica della letteratura per analizzare la mortalità perioperatoria, la frequenza di complicanze e la sopravvivenza a lungo termine nelle persone anziane dopo riparazione di un AAA. La letteratura è stata cercata utilizzando Embase, la biblioteca Cochrane ed il database Medline così come si presentavano a maggio 2008. Sono stati presi in considerazione tutti gli studi che trattavano l’esito perioperatorio ed a lungo termine di pazienti di 80 anni o più sottoposti a trattamento tradizionale in elezione (open aneurysm repair, OAR) o riparazione endovascolare di AAA (endovascular aneurysm repair, EVAR). Il rischio di mortalità e morbidità perioperatoria è stato calcolato usando l’odds ratio (o rapporto incrociato, OR), con intervalli di confidenza (IC) del 95%, e con il test del c2. Sono stati considerati 35 studi su OAR, 5 su EVAR e 4 su entrambi. Nel gruppo OAR, il tasso di mortalità (38 studi, 1 793 pazienti) era del 5,6% (IC 95% 4,5-6,7) ed il tasso di morbidità (18 studi, 725 pazienti) era del 26,9% (IC 95%, 23,7-30,1). Venti studi hanno riportato una percentuale di sopravvivenza mediana a 5 anni del 60% (intervallo 14-86%). Nel gruppo EVAR, il tasso di mortalità (9 studi, 1 159 pazienti) era del 4,5% (IC 95% 3,3-5,7) ed il tasso di morbidità (8 studi, 1 078 pazienti) era del 16,5% (IC 95% tra 14,3 e 18,7). I dati del controllo a distanza coprivano meno di 5 anni in 5 studi. Nonostante il tasso di mortalità perioperatorio fosse più elevato dopo OAR piuttosto che dopo EVAR, la differenza non era statisticamente significativa (P=0,170; CI 95% 0,90-1,78). Il rilevante tasso di morbidità sistemica era significativamente più elevato dopo OAR (P<0,001; CI 95% 1,47-2,34). Nonostante il tasso di mortalità perioperatoria fosse paragonabile tra le due procedure chirurgiche, il marcato errore di selezione non può essere ignorato e potrebbe ben significare che il tassi di mortalità di fatto più elevate per entrambe le procedure. Nonostante i tassi di sopravvivenza a medio e lungo termine dopo OAR ed EVAR possano sembrare accettabili, sono necessarie ulteriori informazioni sull’esito a lungo termine in seguito a EVAR su campioni di pazienti più ampi, al fine di valutare la durata di questa procedura meno invasiva.

inizio pagina

Publication History

Per citare questo articolo

Corresponding author e-mail