Home > Riviste > Minerva Medica > Fascicoli precedenti > Minerva Medica 2008 Ottobre;99(5) > Minerva Medica 2008 Ottobre;99(5):497-517

ULTIMO FASCICOLO
 

ARTICLE TOOLS

Estratti

MINERVA MEDICA

Rivista di Medicina Interna


Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 1,236


eTOC

 

REVIEW  


Minerva Medica 2008 Ottobre;99(5):497-517

lingua: Inglese

Marcatori di diagnosi e stratificazione di rischio delle sindromi coronariche acute in pronto soccorso

Loria V., Dato I., De Maria G. L., Biasucci L. M.

Institute of Cardiology Catholic University, Rome, Italy


PDF  


Le sindromi coronariche acute (SCA) comprendono un ampio spettro di patologie cardiache coronariche, variabili in severità dall’angina instabile all’infarto miocardico con sopraslivellamento persistente del tratto ST (STEMI). Una tempestiva diagnosi e stratificazione di rischio è necessaria al fine di una ospedalizzazione adeguata del paziente e di un corretto trattamento. Sebbene la diagnosi di STEMI, in presenza di alterazioni elettrocardiografiche tipiche e sintomi sia semplice e non richieda l’uso di biomarcatori, l’uso di marcatori cardiaci appare particolarmente sentito in pronto soccorso (PS), dove circa il 25% dei pazienti all’ingresso sono affetti da SCA con un quadro clinico spesso atipico e alterazioni elettrocardiografiche assenti. Il marker ideale in PS dovrebbe avere rapido rilascio, alta sensibilità e specificità e dovrebbe poter essere utilizzato nella stratificazione di rischio. I marcatori cardiaci classici, come la mioglobina, la troponina cardiaca T o I (cTnT e cTnI, rispettivamente) e la creatinchinasi MB (CK-MB), hanno una bassa sensibilità, dipendente dal tempo intercorso dall’insorgenza dei sintomi alla presentazione in ospedale, dalla durata dell’ischemia e dal quantitativo di tessuto miocardico coinvolto. Sebbene test seriati di questi marcatori cardiaci possano migliorare l’identificazione della necrosi miocardica, è necessaria tuttavia la ricerca di marcatori precoci che consentano di riconoscere le SCA già al momento della presentazione del paziente in PS e di rivelare la presenza di ischemia miocardica in assenza di danno irreversibile. Ci sono diversi biomarcatori che rappresentano differenti momenti nella patogenesi delle SCA e possono essere distinti in 3 gruppi: marcatori di ischemia e necrosi, marcatori di infiammazione e di instabilità di placca, marcatori di funzionalità cardiaca.

inizio pagina

Publication History

Per citare questo articolo

Corresponding author e-mail