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MINERVA MEDICA

Rivista di Medicina Interna


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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Medica 2008 October;99(5):421-30

lingua: Italiano

Male Accessory Gland Infections (MAGI): questionario dedicato e criteri ecografici addizionali

La Vignera S., Arancio A., Calogero A. E., Condorelli R., Koverech A., Vicari E.

Sezione di Endocrinologia Andrologia e Medicina Interna Dipartimento di Scienze Biomediche Università di Catania
Ospedale Garibaldi, Catania, Italia


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L’acronimo MAGI identifica il capitolo relativo alle infezioni delle ghiandole sessuali accessorie maschili, ampiamente dibattuto nel corso degli anni, specie in relazione al possibile ruolo di causalità esercitato dalle stesse nel determinismo di alcuni quadri di infertilità maschile definiti su base escretoria acquisita. Appare interessante fornire un’ulteriore caratterizzazione di tale problematica sul piano sintomatologico ed ecografico. L’articolo affronta la ricaduta pratica legata all’applicazione di un nuovo questionario dedicato espressamente ai pazienti con MAGI, cercando di chiarire alcune riflessioni: 1) l’esistenza di diversa sintomatologia correlata alla stessa condizione flogistica (disconforto pelvico, disturbi minzionali, sessualità, qualità di vita); 2) possibile rapporto tra estensione della noxa flogistico/infettiva limitata alla sola ghiandola prostatica o retroestesa anche a vescicole seminali e/o regione epididimaria, e gravità dei sintomi; 3) riflessi di una terapia medica sequenziale combinata ragionata sulla qualità delle alterazioni mnestiche riferite mediante questionario dedicato. Inoltre, la necessità di migliorare una diagnostica di sede mirata, presupposto essenziale alla corretta caratterizzazione diagnostica di tale categoria di pazienti, ha consentito nel corso degli anni di prestare attenzione ad aspetti ecografici non convenzionali, osservabili con frequenza sovrapponibile a quelli precedentemente descritti e formulare le seguenti ipotesi: 1) possibile ruolo di caratterizzazione svolto degli stessi criteri non tradizionali espresso in termini di specificità e sensibilità diagnostica; possibile ruolo del mezzo ecografico in corso di follow-up oltre che nella fase iniziale della diagnostica, specie in relazione alla possibilità di identificare mediante tale mezzo la categoria dei pazienti che si negativizzano sul piano microbiologico dopo terapia, pur mantenendo un alto tasso di disconforto sul piano sintomatologico abbinato o meno a un quadro di dispermia.

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