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Rivista di Medicina Interna


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Minerva Medica 2008 Aprile;99(2):213-8

 CASI CLINICI

Lesione granulomatosa ad eziologia sconosciuta

Danese C., Cirene M., Colotto M.

Department of Clinical Science Umberto I Hospital Complex University “La Sapienza” Rome, Italy

L’acronimo utilizzato per le lesioni granulomatose di incerto significato (GLUS), è stato per la prima volta utilizzato nel 1990 per descrivere granulomi di cellule epitoliodi occasionalmente osservati in biopsie ottenute da tessuto epatico, linfonodale o altri tessuti e senza causa apparente, se non attraverso una disamina diagnostica. Gli autori descrivono il caso di una donna di 51 anni ricoverata in ospedale per febbre, nodularità epatiche e spleniche e lesioni ulcerative cutanee alle gambe. La paziente presentava una lunga storia clinica di febbre ricorrente ed epatosplenomegalia dal 1975. Gli esami di laboratorio hanno dimostrato un aumento della velocità di eritrosedimentazione (125 mm/h), anemia (Hb 8,1 g/dl), aumento della fosfatasi alcalina (328,4 mU/ml) ed ipergammaglobulinemia policlonale. Le proteine totali della paziente sono risultate pari a 6,8 g/dl, con una frazione di gamma-globuline del 29,5% (IgG 2260 mg/d [v.n. 751-1 560 mg/dl], IgM 277 mg/dl [v.n. 46-230 mg/dl], IgA 405 mg/dL [v.n. 70-400 mg/dl]). Un’emocoltura ed un agoaspirato di nodulo epatico sono risultati positivi per Stafilococco coagulasi-negativo. Questo caso non può essere considerato come una sindrome GLUS a causa della lunga durata della malattia e le altre caratteristiche cliniche. Il drammatico, anche se transitorio, miglioramento del quadro nodulare epatico ottenuto con la terapia a base di Linezolid e la buona risposta clinica ottenuta con l’uso prolungato di monociclina fanno ipotizzare agli autori che lo Stafilococco coagulasi-negativo possa essere stato l’agente eziologico in questo quadro clinico granulomatoso.

lingua: Inglese


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