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MINERVA MEDICA

Rivista di Medicina Interna


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EDITORIALE  L’ECOENDOSCOPIA NEL 2007


Minerva Medica 2007 Agosto;98(4):247-51

lingua: Inglese

Didattica ed apprendimento dell’ecoendoscopia

Barthet M.

Department of Gastroenterology Hôpital Nord, Marseille, France


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Negli ultimi vent’anni, le pubblicazioni scientifiche nel campo dell’ecoendoscopia (EE) sono notevolmente aumentate. L’utilità clinica dell’EE è direttamente proporzionale alla pratica, all’abilità e all’esperienza dell’ecoendoscopista. In una recente casistica, il minimo numero di esami richiesti per anno raggiunge le 200-250 procedure. Per ottenere un’adeguata competenza in tutti i campi dell’EE, gli Autori raccomandano un minimo di 150 casi con supervisione, di cui 75 eseguiti su malattie epatobiliari e 50 consistenti in agobiopsie. Numerosi studi hanno confermato l’importanza della curva di apprendimento nel miglioramento dell’accuratezza diagnostica dell’EE. In un periodi di 8 anni, l’accuratezza della stadiazione EE del carcinoma esofageo è significativamente migliorata per la stadiazione T (dal 64% al 90%), mentre non vi è stato un miglioramento per la stadiazione N. Per quanto riguarda le patologie pancreatico-biliari, alcune casistiche hanno riportato l’influenza della pratica sull’accuratezza della biopsia ad ago sottile delle masse pancreatiche. Sebbene l’esatto tipo e modalità della pratica formativa in EE siano ancora oggetto di dibattito, è stata confermata l’utilità di un periodo formativo in un centro dedicato che esegua almeno 200 procedure per anno. Il miglioramento dell’apprendimento teorico e della pratica EE richiede insegnamenti teorici e pratici, con l’osservazione dal vivo e la partecipazione guidata in procedure sull’uomo con una supervisione esperta o con diversi modelli di simulazione. In Francia, un ufficiale programma di formazione in EE è attivo dal 1991, con un programma intensivo che include 4 settimane di insegnamento teorico e 20 sessioni pratiche per anno, ciascuna della durata di un giorno. Questo programma è stato aggiornato nel 2004, includendovi 3 settimane di corso teorico comprendente numerose sessioni video e una settimana di sessioni pratiche. Le lezioni teoriche sono tenute principalmente da gastroenterologi e da esperti EE, ma anche da patologi, chirurghi, anatomisti e radiologi. Le sessioni pratiche includono 4 giorni di dimostrazioni dal vivo e con simulatore al computer (EUS mentor, Simbionix, Tel Hashomer, Israel) e un giorno di insegnamento e pratica su un modello suino. Si ritiene che i simulatori (computerizzati, modello di Erlangen o uso di maiali vivi) siano in grado di ridurre significativamente la fase di apprendimento dell’EE. Il modello suino è stato scelto per l’accreditamento EE poiché ricorda per molti aspetti l’anatomia umana, specialmente per il pancreas, i vasi portali e mesenterici, l’asse celiaco, il rene sinistro e la milza. Inoltre, spesso la pratica sull’animale è considerata più stimolante e interessante per gli apprendisti rispetto al modello virtuale. Inoltre, la pratica EE su modello suino è ritenuta essere la più efficace per l’insegnamento dell’EE. Dopo la pratica sull’animale, gli studenti hanno significativamente aumentato la loro capacità di visualizzazione delle strutture anatomiche (ad esempio vena cava, vena mesenterica/splenica, asse celiaco, pancreas e dotti biliari). Alla fine della sessione di un giorno, gli studenti si sono dimostrati in grado di riconoscere nella maggioranza dei casi e di seguire queste strutture anatomiche con entrambi gli endoscopi. È stato inoltre valutato anche l’apprendimento dell’EE per le procedure interventistiche. Il programma didattico si è dimostrato efficace nella riduzione della durata delle procedure e nell’aumento della precisione di agobiopsia nella puntura di un linfonodo epatico ilare.

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