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MINERVA MEDICA

Rivista di Medicina Interna


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Minerva Medica 2007 Aprile;98(2):101-7

Declino età-correlato del testosterone e risposta farmacologica nei pazienti con sindrome metabolica

La Vignera S. 1, Calogero A. E. 1, Condorelli R. 1, Giammusso B. 2, Vicari E. 1

1 Sezione di Endocrinologia Andrologia e Medicina Interna Dipartimento di Scienze Biomediche Ospedale Garibaldi Università degli Studi di Catania, Catania
2 Dipartimento di Urologia Ospedale Vittorio Emanuele Università degli Studi di Catania, Catania


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Obiettivo. È stato condotto uno studio analitico (longitudinale) atto a esaminare le modifiche relative ad alcuni tra i principali parametri metabolici: indice di massa corporea (body masss index, BMI); circonferenza vita; colesterolo HDL; trigliceridi, pressione arteriosa media (PAM) e alcuni indicatori di sensibilità insulinica ricavati (indice HOMA e indice Quicki) in pazienti con piena espressione clinica di sindrome metabolica (SM) e confronto dei risultati in rapporto alla condizione di testosteronemia.
Metodi. Sono stati valutati 56 pazienti di sesso maschile di età compresa tra 52 e 59 anni; 23/56 con piena espressione di SM, inquadrabili (SM) in 3 differenti gruppi: gruppo A (n=8, 35%) con testosterone (T) normale (>346 ng/dl); gruppo B (n=9, 39%) con valori di T ai limiti bassi (231-346 ng/dl); gruppo C (n=6, 26%) con valori bassi (< 231 ng/dl) di T. Tutti i pazienti (SM) sono stati sottoposti a una fase educazionale-terapeutica della durata di 6 mesi articolata su 3 livelli di intervento: 1) dietoterapia: - 20% rispetto al fabbisogno calorico giornaliero ideale calcolato sulla base di parametri quali: età, attività lavorativa, attività fisica svolta; 2) attività fisica: frequenza cardiaca (FC) compresa tra il 40% ed il 60% della FCmax; tre volte la settimana; 3) terapia farmacologica: metformina 1 500 mg/die e olmesartan 20 mg/die. La condizione di ipoandrogenismo (gruppo C) non veniva corretta farmacologicamente per: a) mancata aderenza allo schema terapeutico (2/6); b) presenza di controindicazioni assolute e/o relative (4/6). Rivalutazione a 6 mesi di: BMI, circonferenza vita, livelli sierici di colesterolo HDL e trigliceridi, glicemia, PAM, HOMA, Quicki, testosteronemia totale.
Risultati. Il gruppo C (ipoandrogenismo) mostra dopo 6 mesi differenze statisticamente significative (t-test di Student per dati appaiati), in decremento (P<0,05) relative ai seguenti parametri (raffronto intragruppo): circonferenza vita e livelli sierici di trigliceridi. Non mostra, al contrario, alcuna differenza significativa riguardo a: BMI, livelli sierici i colesterolo HDL, PAM, indice HOMA (rilevate nei gruppi A e B) e Quicki (non rilevate nei gruppi A e B).
Conclusioni. La condizione di ipoandrogenismo acquisito dell’adulto funge da amplificatore di una già nota condizione di dismetabolismo. La stessa condizione, quando non adeguatamente corretta farmacologicamente, diviene responsabile di refrattarietà alle comuni terapie farmacologiche.

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