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Rivista di Medicina Interna


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Minerva Medica 2006 April;97(2):175-89

Copyright © 2006 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese, Italiano

Neoplasie e patologie tromboemboliche: dalla biologia alla clinica

Castelli R., Porro F.

Dipartimento di Medicina e delle Specialità Mediche, Divisione di Medicina Generale, RCCS Fondazione Ospedale Maggiore Policlinico Mangiagalli e Regina Elena, Milan, Italy


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L’associazione tra neoplasie e patologie tromboemboliche è un fenomeno ben noto che può contribuire in maniera significativa alla morbilità e alla mortalità dei pazienti oncologici.
Studi recenti hanno inoltre evidenziato che la crescita neoplastica è legata all’attività di glicosaminoglicani, sostanze eparino-simili, alla neoangiogenesi e all’attivazione dell’emocoagulazione e fibrinolisi. Tali dati sperimentali hanno suggerito che i farmaci antitrombotici possono svolgere un ruolo nella crescita neoplastica e nel meccanismo di formazione delle metastasi.
Il quadro delle manifestazioni tromboemboliche che può interessare i pazienti affetti da patologia neoplastica include trombosi venose profonde, embolia polmonare, coagulazione intravascolare disseminata ma anche anomalie del sistema emocoagulatorio in assenza di manifestazioni cliniche. I farmaci antitrombotici come le eparine non frazionate (unfractioned heparins, UFHs) e, in modo particolare, le eparine a basso peso molecolare (low molecular weight heparins, LMWH) insieme ai dicumarolici sono ampliamente utilizzate nella profilassi e nella terapia delle manifestazioni tromboemboliche che spesso complicano il decorso dei pazienti oncologici.
Lo scopo di questo studio descrivere i meccanismi patogenetici delle patologie tromboemboliche in corso di neoplasie e l’efficacia dei farmaci antitrombotici nella profilassi e nel trattamento delle complicanze tromboemboliche in corso di patologie neoplastiche. Studi meta-analitici hanno confrontato l’efficacia delle UFHs con le LMWHs per il trattamento di trombosi venose profonde, rivelando una maggior efficacia e riduzione delle complicanze emorragiche maggiori nel gruppo dei pazienti trattati con LMWHs.
Molti studi hanno dimostrato l’efficacia dei farmaci antitrombotici nella profilassi e nel trattamento delle complicanze tromboemboliche dei pazienti oncologici. Studi sperimentali supportano l’ipotesi che gli agenti anticoagulanti e, in modo particolare, le eparine possono influenzare la crescita neoplastica in diversi passaggi della biologia della cellula neoplastica. In primo luogo, in virtù dei loro effetti anticoagulanti, essi possono inibire la formazione di fibrina e di trombina da parte delle cellule neoplastiche, inibendo la crescita tumorale, la neoangiogenesi e la formazione di metastasi.

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