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MINERVA MEDICA

Rivista di Medicina Interna


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Minerva Medica 2006 Febbraio;97(1):107-19

lingua: Italiano

Il trattamento delle metastasi epatiche da cancro del colon-retto

Derenzini E., Di Battista M., Di Marco M. C., Dell’Arte S., Astorino M., Bertolini S., Brandi G., Biasco G.

Istituto di Ematologia e Oncologia Medica «L e A Seragnoli», Policlinico S.Orsola-Malpighi Università di Bologna, Bologna


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Il fegato è la principale sede di metastasi da cancro del colon-retto (CCR). Le metastasi epatiche colpiscono complessivamente circa il 50% dei pazienti affetti da CCR nel corso della malattia. La chirurgia è l’unico trattamento potenzialmente curativo: le indicazioni alla chirurgia e i criteri di resecabilità sono ora meno rigidi che in passato ed un atteggiamento più aggressivo nel trattamento delle lesioni metastatiche è la regola. Comunque la chirurgia non è possibile nella maggior parte dei pazienti. Per i pazienti non operabili rimangono due opzioni terapeutiche: i trattamenti loco-regionali (ablazione con radiofrequenza, criochirurgia e perfusione di fegato isolato: da sole o in combinazione con la chirurgia) e la chemioterapia. Gli alti tassi di risposte obiettive ottenute con schemi a base di fluoropirimidine, oxaliplatino (OHP) e irinotecan (CPT-11), rendono possibile la chirurgia in una certa percentuale di pazienti inizialmente non resecabili, con tassi di sopravvivenza a 5 anni comparabili con quelli dei pazienti immediatamente operabili. Quindi la chemioterapia non ha più solo uno scopo palliativo, ma diviene una parte fondamentale di una terapia combinata medica e chirurgica con intento curativo. Dopo la chirurgia recidivano circa i 2/3 dei pazienti nell’arco dei primi 2 anni, per questo è stata studiata la terapia adiuvante post resezione, soprattutto testando schemi di chemioterapia intra-arteriosa. Fino ad oggi non sono stati pubblicati studi randomizzati sul ruolo della chemioterapia adiuvante sistemica per via endovenosa. Infine riportiamo i dati della nostra esperienza monocentrica, suggerendo un possibile ruolo della chemioterapia adiuvante sistemica nel ridurre il tasso di recidiva dopo metastasectomia epatica.
Probabilmente nei prossimi anni le nuove terapie mirate e i progressi nelle tecniche locoregionali contribuiranno a migliorare ulteriormente la prognosi di questi pazienti, in ambito neoadiuvante, adiuvante e palliativo.

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