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MINERVA MEDICA

Rivista di Medicina Interna


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Minerva Medica 2006 February;97(1):95-105

lingua: Italiano

Management clinico-terapeutico dell’ipertensione arteriosa non complicata nella donna in gravidanza

Gullotti A. 1, Gullotti A. 2, Schillaci L. 2, Lo Genco A. 1, Figlioli F. 1, Pira M. 1, Rotolo G. 1

1 Dipartimento di Medicina Interna e Patologie Emergenti Università degli Studi di Palermo, Palermo
2 Istituto di Ginecologia ed Ostetricia Università degli Studi di Palermo, Palermo


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Nel management dell’ipertensione arteriosa non complicata in gravidanza si dovrà normalizzare la pressione arteriosa (PA) nella gestante, poiché in questo modo si riducono al minimo i rischi di complicanze materne e fetali. E’ necessario il monitoraggio della PA, di alcuni parametri ematochimici e dell’albuminuria, per cercare di prevenire complicanze cliniche più gravi.
Insieme alle ripetute misurazioni della PA è necessario un frequente monitoraggio della PA delle 24 ore (ABPM).
Nella terapia dell’ipertensione arteriosa in gravidanza, se il rischio non risulta elevato, si potrà tentare una terapia non farmacologica che consiste in: una dieta adeguata, la riduzione del peso corporeo, l’abolizione di alcuni stili di vita (fumo, consumo di elevate quantità di alcolici e la pratica di sforzi fisici intensi).
Se ciò non è sufficiente o se il rischio è elevato si praticherà una terapia farmacologica che tenderà alla normalizzazione della PA con farmaci non tossici nè teratogeni per il feto e che non riducono la perfusione utero-placentare. Solo in caso di ipertensione severa si interverrà con una terapia farmacologia più aggressiva e se necessario con il ricovero ospedaliero.
I farmaci consigliati saranno quelli già utilizzati da lungo tempo e che presentano scarsi effetti indesiderati.
I farmaci anti-ipertensivi usati in gravidanza si possono dividere in : abbastanza sicuri (metil-dopa, clonidina, calcio-antagonisti long acting); sicuri ma con delle restrizioni (a-bloccanti, a- b-bloccanti); sconsigliati (ACE-inibitori, sartani).
Le crisi ipertensive si trattano con terapia iniettiva (clonidina, labetalolo), si ricorre al ricovero ospedaliero della donna gravida se necessario o se si teme l’insorgere di sintomi di pre-eclampsia o eclampsia.

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