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MINERVA MEDICA

Rivista di Medicina Interna


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Minerva Medica 2005 Ottobre;96(5):353-64

lingua: Inglese

The role of neuroimaging in the early diagnosis and evaluation of Parkinson's disease

Seibyl J., Jennings D., Tabamo R., Marek K.


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Lo sviluppo dei biomarcatori per immagini, che hanno quale obiettivo specifici siti nell'encefalo, rappresenta un progresso significativo nel campo delle malattie neurodegenerative e nel morbo di Parkinson, promettendo nuovi e migliori approcci per la diagnosi precoce e accurata, della malattia, così come nuove vie per monitorare i pazienti e per valutarne il trattamento. Le tre applicazioni principali delle neuroimmagini che possono giocare un ruolo nel morbo di Parkinson comprendono: 1) il loro utilizzo come biomarcatori di malattia, per migliorare l'accuratezza, la cronologia e la veridicità della diagnosi; 2) il monitoraggio obiettivo della progressione della malattia, fornendo un fenotipo molecolare del morbo di Parkinson che può far luce su alcune delle cause della sua variabilità clinica; 3) la valutazione dei cosiddetti trattamenti ''modificanti la malattia'', disegnati per ritardare la sua progressione interferendo con i meccanismi che si pensa siano implicati nella continua perdita neuronale o nel rimpiazzo delle cellule producenti dopamina. Ognuna di queste aree è stata oggetto di numerosi studi clinici, che hanno meglio definito l'utilità delle neuroimmagini quale strumento per queste sfide. Tuttavia, gli attuali aspetti irrisolti circa il ruolo critico delle neuroimmagini per il monitoraggio dei pazienti nel tempo, e per quanto riguarda la validazione della quantificazione della funzione dopaminergica tramite le neuroimmagini, rappresentano un problema immediato verso il quale sono volti gli sforzi dei ricercatori del campo, tenendo conto delle lezioni apprese dal morbo di Parkinson e da altre malattie neurodegenerative, compresa la demenza di Alzheimer.

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