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MINERVA MEDICA

Rivista di Medicina Interna


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Minerva Medica 2005 Febbraio;96(1):11-8

lingua: Inglese, Italiano

Brain natriuretic peptide e sindrome coronarica acuta

Mazzone M., Forte P., Portale G., Mancini F., Ursella S., La Sala M., Testa A., Covino M., Pignataro G., Gentiloni Silveri N.


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La famiglia dei peptidi natriuretici, che è costituita da peptide natriuretico atriale (atrial natriuretic peptide, ANP), peptide natriuretico cerebrale (brain natriuretic peptide, BNP) e peptide natriuretico di tipo C, rappresenta un importante marker neuroumorale di insufficienza cardiaca. I peptidi natriuretici vengono rilasciati dai miociti atriali e/o ventricolari in risposta a uno stiramento delle fibre, dovuto a condizioni di scompenso cardiaco, dilatazione delle camere, sovraccarico di circolo. Sebbene nella disfunzione ventricolare sinistra aumentino le concentrazioni di sia ANP che di BNP, è stata recentemente dimostrata una maggiore correlazione tra gli elevati livelli di BNP (piuttosto che di ANP) e la mortalità, in soggetti con sindrome coronarica acuta; in corso di insufficienza cardiaca acuta, d'altra parte, le concentrazioni plasmatiche di BNP sono risultate essere predittori indipendenti di mortalità. Il BNP può essere considerato un marker diagnostico precoce, in primis, per la diagnosi differenziale tra dispnea di origine cardiaca e non cardiogena. In particolare, in Dipartimento d'Emergenza, risulta importante la sua applicazione nella diagnosi di natura del dolore toracico, in quanto permette di definire l'iter diagnostico-terapeutico e il reparto di appartenenza del paziente. È, inoltre, utilizzato come indice di severità dello scompenso cardiaco e come principale fattore prognostico negativo. In conclusione, dai dati della letteratura analizzati, ci sembra di poter dire che le concentrazioni ematiche di BNP all'ingresso possano correlare accuratamente con la diagnosi finale e con la prognosi dei pazienti affetti da sindrome coronarica acuta.

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