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ULTIMO FASCICOLOMINERVA MEDICA

Rivista di Medicina Interna

Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 1,236

Periodicità: Bimestrale

ISSN 0026-4806

Online ISSN 1827-1669

 

Minerva Medica 2004 Ottobre;95(5):395-410

IPERTENSIONE, DIABETE E NEFROPATIA 

Renoprotection by blockade of the renin-angiotensin-aldosterone system in diabetic and non-diabetic chronic kidney disease. Specific involvement of intra-renal angiotensin-converting enzyme activity in therapy resistance?

Vogt L., Kocks M. J. A., Laverman G. D., Navis G.

I risultati di numerosi studi clinici dimostrano che l'abbassamento della pressione arteriosa costituisce un prerequisito per ridurre la progressiva perdita di funzionalità renale nella patologia renale cronica. Esistono prove circa il fatto che l'abbassamento della pressione arteriosa ottenuto attraverso un intervento sul sistema renina-angiotensina-aldosterone presenta un effetto aggiuntivo di nefroprotezione rispetto alla sola riduzione della pressione arteriosa, sia nelle patologie renali di tipo diabetico che in quelle di tipo non diabetico. La prova principale dell'azione nefroprotettiva del blocco del sistema renina-angiotensina-aldosterone è rappresentata dalla concomitante azione antiproteinurica, che può essere interamente attribuita alla riduzione della pressione arteriosa. Indubbiamente, la riduzione della proteinuria in corso di terapia costituisce il principale fattore predittivo della prognosi renale, indipendentemente dalla classe farmacologia utilizzata. Ciononostante, i pazienti progrediscono verso la patologia renale in fase terminale. Nella presente review vengono discusse le differenze interindividuali nella risposta alla terapia e le possibilità di superare la resistenza alla terapia che inibisce il sistema renina-angiotensina-aldosterone. I dati sperimentali provenienti dagli studi condotti sui ratti suggeriscono la presenza di un coinvolgimento di fattori di tipo intrarenale, in particolare il danno renale preesistente e l'attività dell'enzima convertente l'angiotensina, nella resistenza al trattamento. L'identificazione di tali fattori nei singoli pazienti nefropatici consentirà di comprendere i meccanismi a causa dei quali le strategie terapeutiche nefroprotettive non hanno successo nel superare la resistenza al trattamento. Ciò condurrà a un duplice approccio finalizzato al miglioramento della nefroprotezione, ovvero da un lato l'individuazione di questi specifici meccanismi intrarenali e dall'altro lo sviluppo di strategie migliori per l'identificazione precoce dei fattori di rischio renale.

lingua: Inglese


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